Iperbole

Premessa: ritengo del tutto sbagliato il paragone tra campi e novax o tra leggi razziali e green pass. D’altro canto ritengo del tutto sbagliata anche la politica di separazione forzosa derivata dal certificato verde e ingiustificata l’istituzione di categorie diverse di cittadini per presunte e non meglio dimostrate ragioni sanitarie. (Pare sia diventato necessario premettere e collocarsi, per non essere ricollocato a propria insaputa in un’altra casella della scacchiera, poiché tutto si riduce ormai a schieramenti anziché ragionamenti).
Ad ogni modo, vedo molti inveire e scaldarsi per tutto questo, ed esprimere parole e sentimenti tra i più vari e coloriti, dallo sdegno all’ira al disgusto estremo, quasi fisico (ciò che prelude spesso a qualcosa di nefasto). Non ho bisogno di ricorrere a tali esternazioni, preferisco le antiche categorie di giusto, sbagliato e quelle razionali volte a comprendere e criticare i fenomeni. È dunque su questo piano che voglio stare, senza fanatismi e senza cedimenti alla superficialità per lo più imperante.
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Io e gli altri – 12

Con questo post si conclude la pubblicazione della “dispensa” di filosofia con i bambini. L’intero scritto, con la raccolta dei materiali delle varie esperienze effettuate presso la scuola primaria A. Manzoni di Rescaldina, è liberamente consultabile e scaricabile dal pdf qui sotto:

Io e gli altri

 

“L’uomo libero a nessuna cosa pensa meno che alla morte”

(traccia dell’incontro del Gruppo di discussione filosofica del 10 gennaio 2022)

Nonostante Canetti dica in maniera tranchant che la filosofia non ha nulla a che spartire con la morte (semmai la religione), fin dagli inizi i filosofi non hanno fatto altro che misurarsi con la morte e la finitezza umana. Lo hanno fatto nelle maniere più diverse: sostenendo che meditare la morte sia utile al fine di prepararsi ad affrontarla, oppure che sia meglio non pensarvi affatto e rimuoverla dal nostro animo, oppure identificandola come il senso profondo dell’esistenza umana. Ho individuato 7 filosofi (meno uno che non lo è di professione) per 7 idee sulla morte, che ci danno conto di questa varietà di vedute e di sensibilità. Il primo paradosso è che sette morti ci dicano qualcosa sulla morte – e la dicano proprio a noi che non potremo mai saperne nulla, essendo vivi. Per ora. La morte è una soglia che sfugge del tutto alla nostra comprensione.

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Mobilitazione sanitaria totale

In questi due anni si sono andate affermando, specie nella infosfera, una serie di figure che hanno costruito spazi informativi piuttosto accurati sulla pandemia: dati, statistiche, raccolta di informazioni, studi scientifici, predizioni, ecc. In alcuni casi si tratta direttamente di ricercatori e scienziati, in altri di divulgatori o “influencers”, talvolta singoli, talaltra gruppi o collettivi.
Spesso in competizione tra di loro, hanno costruito una vera e propria figura dello spirito dei tempi, una sorta di general intellect pandemico, con tanto di pubblico e tifoserie. (A tal proposito, vista anche la funzione che il “cervello sociale” ha nell’analisi marxiana della società capitalistica, sarebbe interessante operare una critica di tali nuove figure dell’informazione scientifica).
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Pieghe del vivente

A proposito della meditazione quotidiana, una forma da promuovere senz’altro è quella della passeggiata contemplativa. Si tratta di un buon modo per svuotare la mente gravata dai pensieri, limitandosi a consegnarle le sensazioni del momento, mantenendola così il più possibile sgombra.
Basta semplicemente fissare le cose, i dettagli, tutto quel che si presenta ai sensi in quel momento – vista, udito, odorato – e lasciarlo scivolare lievemente sui recettori sensoriali e ancor più lievemente sulla mente. Ogni cosa può essere accolta, ma ogni cosa deve lasciare il posto alla successiva, alla pari, in modo del tutto indifferente, senza fissarsi o preferire alcunché, di modo che tutto rimanga ciò che è, un fuori puramente contemplato e lasciato essere per quel che è.
Funziona preferibilmente coi dettagli: la biforcazione di un ramo, una piccola pietra, il lume di una foglia, le incrostazioni di un muro, la fessura di uno scuro socchiuso, la sbreccatura di un cornicione, una voce da un vicolo, il canto di un uccello, il movimento o lo sguardo fugace di un umano, un filo d’erba rinsecchito, la forma di una nuvola… Funziona in città come in campagna, in un bosco o in riva al mare – funziona ovunque e con qualunque condizione sensoriale.
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