Non stuzzicate l’orso russo

Mettere in fila i fatti, andare alla radice dei processi, ricercare le cause di quel che accade oggi – è l’unico modo per non ritrovarsi con lo sguardo ebete e lacrimoso che la propaganda e la narrazione occidentale a reti e media unificati ci vogliono imporre (poi, dall’altra parte della nuova cortina di ferro la stessa cosa starà facendo la propaganda russa).
Ma i fatti parlano chiaro (e se avete pazienza di guardare fino in fondo questo documentario – della durata di un’ora e 15 minuti – qualche idea in più ve la potrete fare, anche se in verità sarebbe bastato avere un po’ di memoria storica e un occhio più attento alla politica internazionale degli ultimi 30 anni, ed essere meno pigri).
Riassumendo: il processo di nazificazione della sfera politica ucraina è un fatto incontestabile; così come altrettanto incontestabili sono state le manovre americane volte a portare l’Ucraina ad ogni costo nel campo occidentale – Nato compresa, e con la collaborazione diretta, sul campo, dei gruppi nazisti e sciovinisti. Parlare di “eterodirezione” sembra quasi un eufemismo.
La politica imperiale americana è riassunta dallo slogan neocon “quando hai un martello tutti i problemi cominciano ad assomigliare a dei chiodi”. La loro opinione nei confronti dell’UE è riassunta dal celebre “Vaffanculo all’Europa” della Nuland. La russofobia dilagante dopo il 2014 trova un vertice nell’espressione “la biomassa amorfa di stomaci viventi che parla russo”, pronunciata da uno dei tanti apologeti di Stepan Bandera.
La scellerata politica occidentale della “porta aperta” della Nato all’ultimo pezzo di Europa volta a prendere per il collo la Russia e a piazzargli i missili a un tiro di schioppo da Mosca, ha totalmente ignorato i continui appelli di Putin: come stupirsi che dopo tutto questo abbia scelto l’opzione militare?
“Non stuzzicate l’orso russo”: lo disse Bismarck, che se ne intendeva.