Per Cloe

«Oggi la mia libera morte, così tutto termina di ciò che mi riguarda. Subito dopo la pubblicazione di questo comunicato porrò in essere la mia autochiria, ancor più definibile come la mia libera morte. In quest’ultimo giorno ho festeggiato con un pasto sfizioso e ottimi nettari di Bacco, gustando per l’ultima volta vini e cibi che mi piacciono. Questa semplice festa della fine della mia vita è stata accompagnata dall’ascolto di buona musica nella mia piccola casa con le ruote, dove ora rimarrò. Ciò è il modo più aulico per vivere al meglio la mia vita e concluderla con lo stesso stile. Qui finisce tutto. Addio. Se mai qualcuna o qualcuno leggerà questo scritto».

Evidentemente siamo in tanti a leggere questo scritto. Che non ci può non turbare. Se fosse la libertà che va cercando / come sa chi per lei vita rifiuta di dantesca memoria, potremmo solo sostare rispettosi sulla soglia di una scelta estrema. Ma così non è. Anche se da quelle – bellissime – parole vengono evocate la libertà e la festa, l’epicureo bicchiere di vino mentre si fa un ultimo bagno caldo (il calore di Simone Weil!) – esse ci parlano di una tragica solitudine, di una terra bruciata cresciuta negli anni.
Continua a leggere “Per Cloe”