L’orizzonte hegeliano

Hegel era senz’altro capace di ironia, talvolta caustica, così come senz’altro incapace di autoironia (forse le due cose si contraddicono, ma lui era un grande esperto in materia).
Chissà se quindi avrebbe applicato su di sé, due secoli dopo, quanto aveva detto a proposito di alcuni filosofi dell’antichità e della mole delle loro opere. È il caso di Crisippo, grande stoico del III secolo a.C., cui venivano attribuite non meno di 700 opere, andate tutte perdute. Hegel, nelle sue Lezioni di storia della filosofia (che peraltro sono frutto di appunti dei suoi allievi), dice che «se è da deplorare che non si sia salvata neppure una delle sue opere migliori, tuttavia è forse una fortuna che non si siano conservate tutte: se si dovesse scegliere fra tutte e nessuna, la decisione sarebbe difficile».
Dopotutto, anche senza quelle migliaia di pagine, il principio filosofico espresso dagli stoici (o da altri filosofi di cui ci resta non più di un frammento o di una diceria) è chiarissimo lo stesso.
Ovviamente nessuno studioso ed esegeta hegeliano – e forse nessun odierno storico della filosofia – applicherebbe quella lapidaria boutade alle 4000 pagine di trascrizioni di uditori hegeliani rinvenute a Monaco, in gran parte relative all’estetica nel periodo di Heidelberg, e con qualche possibile novità sul concetto di libertà.
Ma, cosa più importante, e al di là dell’ironia della sorte, resta il fatto che nessun occidentale possa dirsi fuori (o in salvo?) dall’orizzonte hegeliano. Oggi, che la storia ha ripreso a marciare a suon di bombe, più che mai.

Autore: md

Laureatosi in Filosofia all’Università Statale di Milano con la tesi "Il selvaggio, il tempo, la storia: antropologia e politica nell’opera di Jean-Jacques Rousseau" (relatore prof. Renato Pettoello; correlatore prof. Luciano Parinetto), svolge successivamente attività di divulgazione e alfabetizzazione filosofica, organizzando corsi, seminari, incontri pubblici. Nel 1999, insieme a Francesco Muraro, Nicoletta Poidimani e Luciano Parinetto, per le edizioni Punto Rosso pubblica il saggio "Corpi in divenire". Nel 2005 contribuisce alla nascita dell’Associazione Filosofica Noesis. Partecipa quindi a un progetto di “filosofia con i bambini” presso la scuola elementare Manzoni di Rescalda, esperimento tuttora in corso. E’ bibliotecario della Biblioteca comunale di Rescaldina.

2 pensieri riguardo “L’orizzonte hegeliano”

  1. Il problema irrisolto lasciatoci da Hegel in eredità è quello della dialettica e della deduzione delle prime categorie della sua logica: essere, non essere, divenire. Questa deduzione è astratta, frutto di pure determinazioni logiche che non fanno intravvedere chi veramente opera la deduzione dialettica delle suddette categorie. Chi se non il pensiero stesso? Chi se non il soggetto stesso? Pertanto aveva ragione Fichte, quello della falsa infinità ovvero quello della dialettica sempre in fieri. Hegel vedeva lo spettacolo ma non lo spettatore che è il vero artefice della processualità dialettica. Saranno due italiani a risolvere il problema: Spaventa e Gentile, ma di essi nessuno parla più, perché per le “itale glorie” non c’è posto né a Santa Croce (a parte la tomba di Gentile che ho visitato di recente) né nelle aule universitarie, tanto meno in rete, salvo qualche, lodevole, eccezione: http://lebriciolediminerva.wordpress.com

  2. @ aldosimone
    Non so se Hegel risolve, ma mi pare che tale problema gli sia chiarissimo quando nella Vorrede alla Fenomenologia dello spirito dice che occorre intendere la sostanza come soggetto, e il vero come il divenire di se stesso. Non ci può mai essere una dialettica astratta: ogni manifestazione della realtà è concreta – e ciò avviene proprio tramite la circolarità dello spirito, che non ha un cominciamento così come non può avere né un fine né una fine. L’unico fondamento possibile è proprio la libertà dello spirito – e in questo non mi pare vi sia una grande distanza tra Fichte ed Hegel. Il quale, però, ha mostrato come tutto ciò si realizzi nella storia, nell’arte, in ogni forma di manifestazione umana.

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