Archive for the ‘CONATI’ Category

Italodicea

giovedì 25 agosto 2016

Al di là dell’angoscia, della doverosa e fraterna solidarietà, dell’umana pietas – sempre più provo una strana ed estenuata forma di rassegnato fatalismo (e sempre meno il montare della rabbia di un tempo), quando mi trovo a considerare il contesto sociale, antropologico, culturale e politico nel quale si situano le italiche disgrazie.
Fin da bambino ho periodicamente assistito a catastrofi (spesso annunciate, come si suol dire), con spargimento di lacrime ed autoflagellazioni, ritornelli sulla mancata prevenzione e poi a seguire smemoratezza, canto del cigno, pietra tombale su tutti i buoni propositi. In attesa della successiva catastrofe. Siano dighe, terremoti (dal Belìce in poi), frane e alluvioni, lo scenario che si ripropone è sempre il medesimo. Gli argomenti e le lamentazioni pure.
Avremmo dovuto fare, prevedere, costruire meglio, mettere in sicurezza – faremo, costruiremo, investiremo. Ma la sensazione è che, gattopardescamente, nulla cambi mai.
(more…)

Annunci

Pulsa la fobìa

lunedì 13 giugno 2016

goya-el_sueno_de_la_razonDa una prima ricostruzione psico-comportamentale, pare che il cittadino americano che a Orlando, nel locale gay Pulse, ha ucciso cinquanta persone e ne ha ferite altrettante, fosse mosso da furia a causa di un bacio omosessuale. Al di là dell’incomprensibilità del movente (come può un gesto d’amore scatenare la furia omicida?), è chiaro come nella mente di questo ventinovenne si siano affollati tutti i mostri della nostra epoca, che riguardano tutte le società, occidente compreso: omofobia, misoginia, patriarcato, suprematismo, fanatismo, razzismo, violenza e ideologia delle armi, militarismo, narcisismo (persino il selfie prima della strage). L’antidoto può essere uno solo: vincere i mostri – le fobìe – che il sonno della ragione, sempre, scatena. Un illuminismo realizzato, plurale e solidale.

Dissimulazione sociale

martedì 3 maggio 2016

Occorrerebbe ricordarsi che le differenze di status sociale – le povertà, le ricchezze – sono funzioni l’una dell’altra: a rigore si tratta di impoverimenti che generano arricchimenti che generano impoverimenti che… Mentre è sorprendente osservare come sia facile convincere qualcuno che la sua povertà relativa è causata dalla povertà relativa – e non invece dalla ricchezza relativa – di qualcun altro. I ricchi, dopo aver conficcato i paletti di roussoiana memoria nella terra di cui si sono appropriati, sono diventati bravissimi a ficcarli negli occhi dei loro poveri servitori. E a indicare un povero più povero di te, come causa dei tuoi mali. La società è un capolavoro della dissimulazione.

La muta (ovvero dell’invarianza biologica)

domenica 31 gennaio 2016

43

Esperienza antropologica primaria – e primitiva – stamane nel bosco. Concentrato sulla corsa, sui movimenti di gambe e braccia, sul ritmo del respiro, uno due uno due – d’improvviso uno sparo seguito da urla umane e ululati di cani.
Rottura del ritmo. Angoscia. La mente prima svuotata torna a riempirsi di pensieri. Elias Canetti. Massa e potere, che sto leggendo in questi giorni. In cui si parla di mute di caccia, di fughe, di sopravvissuti, di spine del comando. E penso. All’invarianza biologica. All’animale che è in noi – che è noi. Cui ci riduciamo per lo più. La torta sotto la glassa. Non riti, non simboli – o non solo.
Poco fa, qui nei boschi del mio paese, nell’anno 2016, una muta umano-animale eccitata e urlante, andava a caccia di prede, con la bava alla bocca e il sangue in tumulto.

“Sfigati”, nichilisti e perdenti radicali

mercoledì 18 novembre 2015
Fabio Marigo, Sbocco nichilista

Fabio Marigo, Sbocco nichilista

In mezzo alla massa di commenti, interviste, opinioni, rassegna stampa e quant’altro ogni mattina mi piove addosso dalla radio, mentre compio i riti e i gesti automatici con i quali apro la mia giornata – mi capita quasi sempre di recepire qualche pensiero un po’ più aguzzo di altri, votato a stimolare ulteriori ragionamenti e ad allargare gli scenari, anziché restringerli al trito e ritrito o al chiacchiericcio e alla retorica tipica dei politici. Questa mattina, ad esempio, credo un giornalista della Stampa avvertiva sul rischio molto pericoloso che si corre di una sorta di estetizzazione del terrorista, di offrirne una sua visione eroica, anche se in negativo, quasi fosse un “principe del male” – immagine che sarebbe per lo più distorta, poiché si tratterebbe in gran parte di “disadattati”. Non è un elemento da sottovalutare, specie pensando che tali “icone” possono diventare a loro volta (anzi, lo sono già) dei punti di riferimento per determinati soggetti di fasce disagiate della società: e qui il suddetto giornalista se ne esce col termine “sfigati” (orripilante ma ormai di largo uso popolare) – quelli che un tempo si definivano un po’ genericamente “sottoproletari”.
Mentre ascoltavo queste osservazioni, mi rampollavano due pensieri: il primo, piuttosto ovvio, ma rimosso dal ragionamento dell’intervistato, che ci si dovrebbe semmai chiedere (evitando quel finto stupore del post-festum) perché una società cosiddetta avanzata continui pervicacemente e sistematicamente a produrre quelle categorie sociali così turpi (sfigate, disadattate, incolte, “feccia”, marginali e quant’altro).
(more…)

Babau!

giovedì 12 novembre 2015

GENDER_VB

Nel nome

sabato 27 giugno 2015

Nel nome del Popolo, della Verità, dell’Uomo, del Libro, del Progresso, della Ragione, del Bene, persino della Pace e della Libertà – sono state commesse le peggiori nefandezze.

Lucrose carni

mercoledì 10 giugno 2015

1-maggio

Ad alcuni umani succede questo.
Nascono, balestrati dal caso e dalla fortuna, in certe terre e/o nazioni anziché in altre.
Vengono trafitti da guerre e miserie, che certo non hanno scelto né sono cadute dal cielo.
Fuggono terrorizzati verso altre terre e/o nazioni e nel corso del viaggio si trasformano in lucrosa carne da trasporto.
Se non crepano per strada o per mare, giungono in queste nuove terre dove subito si trasformano in lucrosa carne da carità e, nel medesimo tempo e luogo, in lucrosa carne politica ed elettorale.
Se hanno superato tutte le precedenti prove, avverrà l’ultima e definitiva metamorfosi: al dio capitale piacendo, diventeranno lucrosa carne da lavoro.

Sub-umani

sabato 9 maggio 2015

images

Questa immagine – un bambino ivoriano, in un trolley, a Ceuta – è l’atroce simbolo e la perfetta sintesi del nostro tempo – folle, ingiusto, intollerabile.
Gli umani si spostano da sempre e di continuo. Ma: super-umani lo fanno per piacere, sub-umani lo fanno per necessità.

Selfie globale

venerdì 1 maggio 2015

10906374_386955058147548_3657033627547452034_n

Expo 2015. Voglio essere malmostoso, come il cielo sopra Milano, oggi.
Dicono “nutrire il pianeta”, io dico risparmiarlo.
Dicono “universale”, io dico che chi dice universale è in malafede.
Dicono “energia per la vita”, io dico che non sanno quel che dicono.
Millantano idee, ma ci sono solo ideuzze: business, commercio, turismo e cemento (certo, reso trasparente da architetture e tecnologie avveniristiche).
Volevano farci credere che c’era una visione del futuro, ma io vedo soltanto una sterile autocelebrazione.
Ecco, di Expo 2015 rimane solo l’esposizione.
Un banale ed enorme selfie globale. Ribattezzatelo pure Selfiexpo 2015.
Resteranno sei mesi di quel nulla narcisistico che è la cifra del nostro tempo.