Archive for the ‘FILOSOFI E FILOSOFE’ Category

Lo spettro e il libertino

martedì 16 giugno 2020

Doveva essere l’anno accademico 1986/87. Era il periodo della mia vita in cui mi ero gettato a capofitto nello studio forsennato della filosofia – e non intendo solo universitario e finalizzato agli esami (d’altra parte tutti noi studenti di filosofia eravamo così, alternativi, appassionati, un po’ snob). A novembre avevo cominciato a frequentare il corso di Filosofia della scienza di Giulio Giorello. Avevo sentito dire che era un tipo bizzarro – ma di docenti strani ce n’erano non pochi in quel periodo in Statale, e di ognuno si raccontavano aneddoti gustosi. Lui era un fiume in piena, anche se ogni tanto le parole gli si ingarbugliavano in bocca: stava per lo più in piedi e in movimento, agitando quel suo caschetto lucido di capelli che un po’ ci faceva sorridere.
Ricordo che fece venire un paio di volte il suo maestro marxista Geymonat, già molto anziano, a tenere delle lezioni speciali: lo chiamava Jemonà, e si divertiva a mettere in scena la loro diatriba su giustizia e libertà – accento sull’una o sull’altra. Dato che ero un collettivista convinto, ma nello stesso tempo gelosissimo della mia indipendenza, dovetti trovare in quel piccolo teatro filosofico elementi interessanti per la mia personale dialettica su eguaglianza e libertà.
Ricordo che non fu solo Geymonat ad intervenire nei suoi corsi, anche altri: di sicuro Salvatore Veca (che una mia amica definì “parrucchiere” per come era vestito e si atteggiava) e mi pare anche Remo Bodei. A pensarci oggi, era un’ottima idea quella di far intervenire altri docenti nei propri corsi, animando le lezioni e ampliando nello stesso tempo gli orizzonti degli studenti.
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Filosofia in 100 corti – 57

domenica 31 maggio 2020

Filosofia in 100 corti – 56

martedì 5 maggio 2020

Filosofia in 100 corti – 55

lunedì 20 aprile 2020

Filosofia in 100 corti – 54

martedì 24 marzo 2020

Filosofia in 100 corti – 53

giovedì 19 marzo 2020

7 parole per 7 meditazioni – 5. Superuomo

lunedì 17 febbraio 2020

[mentre esponevo questa introduzione al pensiero di Nietzsche, guardando i volti pur attenti dei presenti, cresceva in me la sensazione di una lontananza abissale tra le loro – le nostre – vite e quel pensiero, sensazione che si è acuita durante l’imbarazzata discussione, specie quando il Superuomo ha preso a stagliarsi lì nel mezzo, con tutte le sue ambiguità; vero è che è la natura stessa della filosofia a rappresentare questa apparente lontananza, resa plasticamente fin dalle origini con l’immagine della serva tracia che sbeffeggia Talete caduto in un fosso per aver guardato il cielo; questa sensazione di disagio e di straniamento nel caso di Nietzsche cresce a dismisura, perché il suo pensiero e il suo linguaggio sono ben più che abissali, e finiscono per erodere il terreno sotto i nostri piedi, provocarci le vertigini e lasciarci senza appigli; se le domande filosofiche sono troppo radicali e hanno la forma di espressioni perturbanti – che ne è della tua vita e del suo senso? dove poggiano e dove vanno i tuoi piedi? che fine hanno fatto le tue certezze e verità? guarda che dio è morto! sicuro della tua nicchia, del tuo spazio, delle tue comodità? d’ora in poi si naviga a vista! – e se poi sono formulate nel modo più paradossale, elitario e supponente, ci fanno storcere il naso; ma a ben pensarci solo un pensiero così terribile, che ci scuote fin nelle fibre più interne, ci può indurre a pensare in grande; del resto nessun medico, né del corpo né dell’anima, ce lo prescrive, e si può vivere benissimo (o malissimo o metà e metà) anche senza leggere gli urticanti aforismi nietzscheani, anche se… fatti non foste a viver come bruti, né tantomeno in forma di gregge o meccanismo…]

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L’impensato

lunedì 27 gennaio 2020

«Che la metafisica non sia rimasta un astratto modo di pensare, coltivato da una cerchia ristretta di persone, ma sia diventata le città, le macchine, l’organizzazione industriale e ideologica della nostra civiltà, è dovuto al fatto che solo se si pensa che l’ente esca e ritorni nel nulla, si può allora progettare la costruzione e la distruzione totale dell’ente».

«L’annuncio di Nietzsche che Dio è morto significa appunto che il mondo si è accorto non solo di non aver bisogno di un ente immutabile trascendente, ma che tale ente renderebbe impossibile la creatività dell’uomo. Dal punto di vista di un modo di pensare che rimane all’interno dell’essenza metafisica della tèchne, si deve dire allora che il principio della nientificazione e della nientità dell’ente non è più un dio, ma il superuomo. Rimane cioè, nel superuomo, il tratto fondamentale secondo cui il nichilismo pensa theos».

(Essenza del nichilismo)

7 parole per 7 meditazioni – 4. Persona

lunedì 20 gennaio 2020

Il concetto di persona ci svela fin dall’etimologia il problema riguardante le teorie dell’individualità: persona è, letteralmente, maschera (dal greco prosopon mediato forse dall’etrusco phersu), termine teatrale che allude alla duplicità, se non addirittura alla doppiezza, o comunque alla stratificazione e molteplicità di quella parte di noi stessi che denominiamo “io”. Pare che il primo filosofo ad utilizzare “persona” sia stato lo stoico Panezio, nel II secolo a.C.: interessante notare come gli stoici concepissero il ruolo dell’individuo in termini di “parte” (moira) nel destino del mondo – un po’ come la maschera svolge un ruolo nella scena teatrale.
Già tutti questi termini – io, me stesso, individuo (non-diviso, equivalente latino del greco a-tomos), persona, cui possiamo aggiungere soggetto, anima, coscienza – non sono affatto sovrapponibili, ciascuno di essi allude a significati o sfumature diverse; in ogni caso, quando parliamo di noi stessi, la prima cosa che salta agli occhi è proprio questa molteplicità : io sono io, ho un’identità (il nome è già una definizione di singolarità), ma se vado poi a vedere che cosa c’è in questo contenitore individuale – cosa c’è dietro la maschera-persona – scoprirò una varietà di elementi, spesso contraddittori. Io sono vasto, contengo moltitudini, dice Walt Whitman.

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Filosofia in 100 corti – 31

lunedì 5 novembre 2018