Archive for the ‘STORIA DELLA FILOSOFIA’ Category

Filosofia in 100 corti – 56

martedì 5 maggio 2020

Filosofia in 100 corti – 55

lunedì 20 aprile 2020

Filosofia in 100 corti – 54

martedì 24 marzo 2020

Filosofia in 100 corti – 52

martedì 25 febbraio 2020

Periéchon

venerdì 14 febbraio 2020

Non ho dimestichezza col pensiero di Karl Jaspers, e quel che so di lui è poco più di una conoscenza manualistica. A suo tempo avevo letto qualcosa sulla sua teoria del periodo assiale (Achsenzeit), ma per anni, anzi per decenni, non me ne sono più occupato. Qualche giorno fa è saltata fuori questa faccenda del periéchon che mi ha molto incuriosito. Sulle tracce di Nietzsche e di Anassimandro, Jaspers intende l’essere come il tutto-abbracciante, ciò che circonda e che non può essere circondato, né circoscritto o delimitato e – soprattutto – oggettivato, entificato. La nostra pretesa, cioè, di dominare l’essere – abbracciarlo con lo sguardo teorico così da possederne gli enti – è qualificabile come ybris, tracotanza. Il male oscuro della nostra epoca è l’integrale oggettivazione e meccanizzazione del mondo – compresi noi stessi. L’essere reificato, che diventa oggetto, cosa, semplice presenza (riflessione che caratterizzerà anche Heidegger). Tuttavia la sensazione di potenza, l’antropocentrismo, l’esistenza ridotta a tecnica finiranno sempre per affondare nella sconfinatezza e abissalità dell’essere. La logica finirà per scontrarsi col mistero, con l’enigma. E per soccombere.
Trovo comunque bella e consolante quell’immagine dell’essere abbracciante – quasi fosse un impossibile succedaneo dell’antica figura divina, paterna o materna che sia. Non solo: trovo bello pensare che non solo l’essere ci abbraccia, ma anche che noi crediamo di avere la possibilità di abbracciarne – in potenza – l’illimitatezza. Una magnifica illusione. Immaginastrazione, l’avevo nominata tempo fa.  Purché si sia consapevoli che si tratta in ogni caso di naufragare nell’abbraccio di quel mare sconfinato. Possiamo sbracciarci quanto vogliamo, navigarci sopra, spingerci fin nei fondali, planare a volo d’uccello – ma è l’oceano a contenerci, e noi siamo solo un’infinitesima onda destinata a rifluire.
Trovo in ciò uno strano splendore, comunque sia.

Filosofia in 100 corti – 51

martedì 4 febbraio 2020

7 parole per 7 meditazioni – 4. Persona

lunedì 20 gennaio 2020

Il concetto di persona ci svela fin dall’etimologia il problema riguardante le teorie dell’individualità: persona è, letteralmente, maschera (dal greco prosopon mediato forse dall’etrusco phersu), termine teatrale che allude alla duplicità, se non addirittura alla doppiezza, o comunque alla stratificazione e molteplicità di quella parte di noi stessi che denominiamo “io”. Pare che il primo filosofo ad utilizzare “persona” sia stato lo stoico Panezio, nel II secolo a.C.: interessante notare come gli stoici concepissero il ruolo dell’individuo in termini di “parte” (moira) nel destino del mondo – un po’ come la maschera svolge un ruolo nella scena teatrale.
Già tutti questi termini – io, me stesso, individuo (non-diviso, equivalente latino del greco a-tomos), persona, cui possiamo aggiungere soggetto, anima, coscienza – non sono affatto sovrapponibili, ciascuno di essi allude a significati o sfumature diverse; in ogni caso, quando parliamo di noi stessi, la prima cosa che salta agli occhi è proprio questa molteplicità : io sono io, ho un’identità (il nome è già una definizione di singolarità), ma se vado poi a vedere che cosa c’è in questo contenitore individuale – cosa c’è dietro la maschera-persona – scoprirò una varietà di elementi, spesso contraddittori. Io sono vasto, contengo moltitudini, dice Walt Whitman.

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Filosofia in 100 corti – 50

mercoledì 15 gennaio 2020

Filosofia in 100 corti – 49

giovedì 12 dicembre 2019

Filosofia in 100 corti – 48

lunedì 25 novembre 2019