Archive for the ‘MIEIKU’ Category

Mieiku: un lampone a strisce in cielo

domenica 22 giugno 2014

Sun flower sunset weather 0059 blog

(si compie l’anno, si compie anche questa raccolta stagionale di mieiku: mancava l’estate, la stagione che più di ogni altra pare avere in sé i semi della morte, dell’estenuazione – il suo zenith, nel giorno del solstizio, è già subito un vertice di pienezza che declina; eppure nell’estate ci si rotola al sole e all’aria, ci si immerge in tutte le acque dove è possibile farlo e il corpo partecipa di una festa perenne dei sensi)

*

ciliegie e gelsi a macerare
lamponi e more a maturare
fiori e farfalle a danzare
un avvinazzato a cantare
spighe d’orzo a dorare
il viandante a

*

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Mieiku: un marrone pieno di possibilità

venerdì 21 marzo 2014

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“Un marrone pieno di possibilità”, “Per favore non calpestare: ci sono dei semi che ce la stanno mettendo tutta” – sono due efficacissime espressioni presenti nell’incantevole albo illustrato E poi… è primavera, da cui è tratta l’immagine di sinistra. E a proposito di bambini, che inevitabilmente richiamano la stagione primaverile, l’immagine di destra ritrae il mio ciliegio filosofico in fiore – l’albero che mi è stato donato qualche anno fa dalle classi con cui all’epoca avevo filosofato, e che sta fiorendo per la seconda volta sul mio balcone. Le giuste effigi per questa piccola silloge di mieiku – schizzi poeticoviandanti sull’attesa, la pazienza, la rinascita, la possibilità, il cambiamento, il succedersi delle stagioni. Ovvero, sulla verditudine in agguato.

*

ancora troppo bruno
per la mia impazienza
di verdi rinascite

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Mieiku: la mente all’addiaccio

mercoledì 8 gennaio 2014
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Forse perché danno l’illusione di una mobile eternità (un’eternità percepita, non concettuale), ho sempre amato ed ho sempre prestato grande attenzione al succedersi delle stagioni. Ciclo, appunto, non linea indeterminata, non fuga verso l’ignoto, e dunque ritorno di un identico (quasi) certo, che dà sicurezza. Così, ho notato che allineare ciclicamente questi mieiku – il minimo di parole per rendere il massimo (secondo le mie capacità) di emotività nell’impatto e nell’incontro con la natura – è un po’ come ribadire quella sensazione di eternità. Quasi un’inserzione di stabilità (per quanto caratterizzata dal movimento circolare) nella perenne transitorietà.
Kigo stagionali e climatici cui aggrapparsi data la grande incertezza delle cose storiche, politiche e sociali (anche se si parla sempre più spesso di impazzimento del clima). Una natura che perdura, contro l’evanescenza del nostro affannarci per piegarla. Una natura che non è né benigna né matrigna (gli elementi e le meteore climatiche ci cadono sulla testa in modo del tutto indifferente), ma che pure è tutto quello che abbiamo e che, in fondo, siamo.
Questa sensazione, poi, viene acuita dall’inverno, dal rigore del gelo, dalla sospensione delle cose, dal riposo e dalla pace che talvolta tutto ciò evoca. Portar fuori la mente all’addiaccio è farla partecipare di questa condizione congelata dell’essere, affinché il suo fuoco, qualche volta, si plachi, e diventi un piccolo lume contemplativo – una lucina nella notte gelida ed oscura.

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Mieiku: dopo la verditudine

sabato 5 ottobre 2013

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Da alcuni anni vado annotando con la mente, specie mentre passeggio o corro o m’inerpico o incedo, piccoli frammenti della visione moltitudinaria che la natura, infinitamente generosa, offre ai nostri sensi.
Più d’una volta in questo blog ho sollevato dubbi sul concetto di natura, non essendo spesso chiaro che cosa il senso comune (ma non solo) intenda con quel termine. Ciò non toglie che, qualsiasi cosa astratta o astrusa vi stia dietro, l’esperienza dell’aisthesis che aderisce pienamente alla physis è pressoché quotidiana. Vi è un continuo interscambio sensibile (estetico e di relazione vitale) tra “io” e “non io”, tra mente e corpo (e corpi) che fa sospettare che al di sopra e al di là di quell’immediatezza (per quanto confusa) si ergano sovrapposizioni e costruzioni (e finzioni e, soprattutto, scissioni) circa il nostro essere tutt’uno – con-essere –  con ciò che da sempre è e ci ricomprende: lo si chiami poi come si vuole, physis, natura, essere, tutto, sostanza – la “sostanza”, appunto, non cambia.
Ovviamente tra tali alti discorsi e gli schizzi che sono andato via via scrivendo c’è dismisura e incomparabilità (disagguaglianza, direbbe Dante); ma è proprio entro questo iato (questa ferita) che le parole provano a ricucire ciò che forse non può essere più ricucito, ma che testimonia l’arché e l’origine di ogni possibile discorso: io sono non-io, io sono natura, la natura è in me, la natura è me. Ed ogni irrelatezza è (o vorrebbe essere) così bandita per sempre dall’orizzonte di senso che la filosofia faticosamente persegue ed edifica.
In questa prima raccolta ho messo insieme, data la stagione incombente, tutto quel che ho scritto nella forma deviata dei “mieiku”, a proposito della vivace e dorata mestizia che l’autunno (anch’esso una costruzione, se si vuole) reca con sé. Magari farò altrettanto quando l’inverno busserà alle porte…

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Mieiku: impazienza

domenica 7 aprile 2013

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nessun verso convincente
troppo fragile primavera
per scriverne

*

troppi bruni e marroni
per la mia impazienza
di verdi rinascite

*

prima farfalla nel bosco
in punta di gemma

*

macchie di colore
floreale pointillisme
dita d’aprile

Mieiku: estatestenuata

lunedì 23 luglio 2012

nel bosco fitto
di mezza estate
sentori autunnali

***

goccia da su
fungo da giù
fecondo incontro

***

luce filtra
foglie di carpino
fa vibrare

***

stoppie dorate
là dove l’orzo
cresceva rigoglioso

***

fiori di campo
sul sepolcro trafitto
dal sole di luglio

Mieiku: kyklos

martedì 20 marzo 2012

gialleggiar di forsizie
roseggiar di peschi
biancheggiar di pruni
verdeggiar di mondi

***

fermentano succhi
brulicano forme
trascolorano gemme

***

tutto questo
vien da lontano
eoni di sapienza

Mieiku: terra

domenica 19 febbraio 2012

lingue di neve
la terra si lecca
le ferite del gelo

***

momento sospeso
in cui non sai
se inverno inizia o finisce

***

lembo di luce ad est
s’apre nel grigio
ad annunciare qualcosa

***

graticci di foglie e fango
sostanze in fermento
terra gravida

Mieiku: ossimori in volo

martedì 7 febbraio 2012

s’alza nel tramonto
su creste innevate
sole vermiglio

***

soprasotto
terracielo
oxymoros in volo

***

sotto la coltre di nuvole
muti ed oscuri
i destini degli umani

***

sopra la coltre di neve
ghirigori arancio
lumi nella notte

Mieiku: boschi d’autunno

martedì 11 ottobre 2011

vento gelido
s’infila nel bosco
a sussurrare presagi

***

lingue d’oro
dove prima brillava
verditudine

***

foglie immobili
attendono silenti
il loro destino

***

nei colori della terra
la memoria degli inizi

***

anche il viandante
s’infila nel bosco
col cuore in tumulto