Archive for the ‘PERLE’ Category

Dolcezza di non aver nulla da dire

venerdì 22 settembre 2017

«Il problema non è più quello di fare in modo che la gente si esprima, ma di procurare loro degli interstizi di solitudine e di silenzio a partire dai quali avranno finalmente qualcosa da dire. Le forze della repressione non impediscono alla gente di esprimersi, al contrario la costringono ad esprimersi. Dolcezza di non aver nulla da dire, diritto di non aver nulla da dire: è questa la condizione perché si formi qualcosa di raro o di rarefatto che meriti, per poco che sia, di essere detto».

[G. Deleuze]

Annunci

Meritare la propria nascita

martedì 12 settembre 2017

«Vivere almeno quanto basta per conoscere tutti i costumi e le vicende degli uomini; recuperare tutta la vita trascorsa, perché quella ulteriore è vietata; raccogliere se stessi prima di dissolversi; meritare la propria nascita; riflettere sui sacrifici che ogni respiro costa agli altri; non glorificare il dolore, sebbene si viva di esso; tenere per sé soltanto ciò che non si può trasmettere, finché non sia maturo per gli altri e non si trasmetta da sé; odiare la morte di chiunque come la propria, far pace una buona volta con tutto, mai con la morte».

Questo brano da La provincia di un uomo di Elias Canetti, riportato anche nella recente raccolta Il libro contro la morte (lo si trova a pagina 30, negli scritti risalenti al 1943), è uno straordinario manifesto etico-politico (più etico che politico) vitalista ed antimortifero, scritto in piena epoca mortifera, che credo valga più oggi di ieri. Non si limita a “vietare il nichilismo” e a combattere la morte e il dolore, ma dice anche in maniera essenziale che cosa occorre fare della propria vita: innanzitutto meritarsela; poi correlarla agli altri (a tutti gli altri), o meglio: ricordarsi di una correlazione data ab origine, ontologicamente costituita; farne fruttare ogni respiro – visto il costo immane che ha, anche in termini di altre vite (ma l’eterotrofia non è una scelta); eliminare ogni ansia di accumulo, sia essa materiale che spirituale; fare di se stessi un ente kairetico, unico, speciale – in antitesi alla morte omologante; per non parlare di quel raccogliere se stessi prima di dissolversi – laddove oggi c’è chi vive dissolto e chi muore per dissolvere le altrui vite… c’è da meditare per giorni e giorni, per epoche, solo su queste poche parole.

In this short Life

venerdì 11 agosto 2017

In questa breve vita
che dura solo un’ora
oh quanto – e quanto poco
giace in nostro potere

(una fulminante Emily Dickinson, in soli quattro versi, compendio di voluminosi tomi di filosofia)

sabato 5 agosto 2017

«La proprietà privata ci ha resi così ottusi e unilaterali…
Al posto di tutti i sensi fisici e spirituali è quindi subentrata la semplice alienazione di tutti questi sensi… il senso dell’avere.
Ogni uomo s’ingegna di procurare all’altro uomo un nuovo bisogno, per costringerlo a un nuovo sacrificio…
Il denaro trasforma le forze essenziali reali, sia umane che naturali, in penose fantasie.
Il denaro è il potere alienato dell’umanità».

L’editore Gallucci ha osato far uscire questo magnifico albo, illustrato dall’artista spagnolo Maguma, con le parole scritte da Marx nei Manoscritti economico-filosofici ormai quasi due secoli fa. Parole che rimbalzano sul presente, più vere oggi di ieri.

Deserto di luce

mercoledì 21 giugno 2017

Se non avessi visto il sole
avrei potuto accettar l’ombra.
Ma la luce rendeva più deserto
il mio deserto.

[Emily Dickinson]

Verità obliqua

martedì 9 maggio 2017

Dì tutta la verità ma dilla obliqua –
il successo è nel cerchio –
sarebbe troppa luce per la nostra
debole gioia
la superba sorpresa del vero –
Come il lampo è accettato dal bambino
se con dolci parole lo si attenua –
così la verità può gradualmente
illuminare – altrimenti ci accieca –

[E. Dickinson]

Silence

mercoledì 15 marzo 2017

Nessun silenzio al mondo è più silente
di quello che sopporta
l’anima, e se trovasse voce
sgomenterebbe la natura
e atterrirebbe l’universo.

[E. Dickinson]

Gomitoli sul pavimento sparsi

sabato 18 febbraio 2017

La mia mente sentii fendersi –
come se il mio cervello si fosse spaccato –
Cercai di ricongiungere i due orli –
ma non riuscivo a farli combaciare.

Il pensiero anteriore al successivo
tentavo in ogni modo di allacciare –
ma la sequenza era un groviglio muto –
gomitoli sul pavimento sparsi.

[E.D.]

Pascal.15 – contrappesi

martedì 23 agosto 2016

Il cristianesimo è strano. Ordina all’uomo di riconoscersi vile e abominevole, e gli ordina di voler essere simile a Dio. Senza un tale contrappeso, questa elevazione lo renderebbe orribilmente superbo, oppure quell’abbassamento lo renderebbe terribilmente abietto.
(537)

Pascal.14 – immaginare l’impossibile

domenica 21 agosto 2016

Immaginare un corpo pieno di membra pensanti.
(473)