1. QUESTO BLOG

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Lui era il “Socrate pazzo”, una specie di hippy dell’antichità, anarchico, autarchico, libertario, fustigatore dei costumi senza per questo essere moralista. Era un senza patria. Un custode geloso della libertà di parola e di espressione, che riteneva anzi l’unico valore non falsificabile.

Diogene di Sinope praticava una vera e propria filosofia del gesto e della provocazione: non aveva pudore, viveva all’aria aperta come i cani, diceva sempre quello che pensava e non accettava le gerarchie costituite. Nel contempo promuoveva uno stile di vita sobrio ed essenziale: un mantello, una bisaccia e un bastone, questi tutti i suoi averi – ed anzi quando vide un ragazzino bere a coppa dalle mani, gettò via anche la ciotola.

La sua – vista con gli occhi del presente – è una formidabile e feroce denuncia della società dei consumi! Diogene soleva dire: “Guardatemi: casa non ho, né patria, né averi o schiavi: dormo su nuda terra, non ho sposa né figli, né pretorio, ma unicamente terra e cielo ed un solo consunto mantello. Eppure: che mi manca? Non sono senza dolori, senza paure, non sono libero?” L’uomo più ricco, diceva, è chi basta a se stesso. Vera cittadinanza, aggiungeva, è lo stare nel mondo.

Era così libero e così convinto dell’autodeterminazione di ciascun essere umano che si diede la morte volontariamente trattenendo il respiro. Per lo meno così si narra:
“Se ne andò al cielo premendo il labbro contro i denti e mordendo il respiro. Egli fu veramente Diogene, un vero figlio di Zeus, cane del cielo”.

Che cosa troverete in questo blog (pressappoco)…

Riflessioni: i filosofi ci hanno tramandato categorie, linguaggi, una serie di testi e di teorie (più o meno interessanti), illusioni e realtà circa la comprensibilità del mondo e della cosiddetta natura umana, forse persino uno o più stili di vita – che ne vogliamo fare?

Rabbia: critica dei mala tempora che stanno ammorbando ogni cosa: l’interno e l’esterno, i nostri cervelli, i corpi, le relazioni, ed anche il corpo del pianeta;

Visioni: circa un altro mondo possibile (al di là di slogans facili), un mondo la cui superficie venga percorsa con piedi leggeri;

Materiali: scritti miei o di altri, esperimenti filosofici con umani di tutte le età (bambini compresi), e persino con animali e vegetali.

Segnalazioni e rinvii: ad altre teorie, rabbie, visioni e materiali.

Che cosa (di sicuro) non troverete:

risposte esaustive, verità assolute, giudizi su tutto, asserzioni provenienti dalle sfere del “si dice” e del “si pensa”, sentenze sparate a caso, tanto per dire qualcosa (in tal caso meglio il silenzio e la pagina bianca…).

Buona lettura!

La foto dell’intestazione è di Tat Um

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