Adattamenti

resilienza

Partiamo dall’evidenza storica e sociologica dell’assoluta prevalenza del collettivo sul personale – che, come dice Simone Weil, è un fatto meccanico, come la prevalenza del chilogrammo sul grammo di una bilancia.
Ma, appunto, si tratta di una prevalenza quantitativa, di un fenomeno materiale, non spirituale. Per quanto l’anima bella non possa nulla contro il corso del mondo, salvo autoeliminarsi e confermare una volta di più la propria ininfluenza, vi sono forme e gradi diversi di “resistenza” (o “resilienza” come è ora di moda dire) che attengono a tattiche o strategie di adattamento.
Adattamento è diverso da adeguamento o conformazione-conformismo – è un gesto di un maggior grado di coscienza, e se è vero che il suo ambito specifico è quello della biologia, in ambito sociale ha la forma di una resa vigile e provvisoria con diverse tipologie di manifestazione: dall’attesa alla sospensione del giudizio (epoché) fino alla soluzione estrema del rifiuto di Bartleby.
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