Posts Tagged ‘amico/nemico’

Piccola avvelenata di Natale – parte seconda

mercoledì 25 dicembre 2013

…ho tante cose ancora da raccontare
per chi vuole ascoltare
e a culo tutto il resto!

Memento:
Non permettere che la tua vita venga ammorbata o fagocitata dagli imbecilli, dai presuntuosi, dai piccoli e grandi arroganti, dai narcisi egocentrici, dai so-tutto-io, dai capetti tronfi e dagli ignoranti ottusi e soddisfatti di esserlo, dai soliti prepotenti e dai superbi di ogni risma.
Lascia che la già scarsa e limitata riserva di amore (o di quel che è) e di ecumenica pietas scorra solo in direzione ostinata e contraria, a beneficio dei meritevoli, degli umili e soprattutto di quelli che né lo pretendono né se lo aspettano.
Presta maggior cura e, se possibile, un’attenzione incondizionata nei confronti dei fragili, dei deboli e degli inermi, usa spietatezza solo verso i profittatori, i succhiasangue e tutti coloro che progettano l’indebolimento e l’asservimento degli altri.
E se pensavi di poter vivere senza nemici, ebbene ti sbagliavi: avere nemici è costitutivo di questo mondo, che non hai né fatto né scelto tu.
(Naturalmente devi prima aver puntato l’arma di tale spietato rigore su te stesso, e aver raso al suolo ogni tua forma di ipocrisia).
E a culo tutto il resto!

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Brucia l’identità

mercoledì 3 agosto 2011

(mentre scrivo queste note, è la brutale realtà a bruciare: esplodono le sacrosante rivolte dei migranti reclusi nei campi di concentramento a Bari e a Capo Rizzuto, o quelle dei neoschiavi di Nardò; contemporaneamente altri muoiono soffocati nei campi galleggianti che fanno la spola tra una sponda e l’altra del Mediterraneo)

Noto con un misto di rammarico, stupore – e però anche, devo confessarlo, con una punta di eccitazione intellettuale -, che nulla come le radicali critiche alle identità, la loro revoca in dubbio, suscita reazioni altrettanto viscerali. Su questo blog in genere si discute pacatamente, anche quando non si è d’accordo, senza mai strillare. Le uniche volte in cui i toni si sono davvero accesi, andando sopra le righe, si è trattato di questioni identitarie: era successo qualche tempo fa con la “questione maschile” (ho addirittura dovuto chiudere ai commenti i 2 post, cosa mai successa); è capitato di nuovo, anche se in maniera più circoscritta, con la questione del “multiculturalismo” o del “meticciato” dopo i fatti di Norvegia.
Questi due episodi possono anche non indicare nulla (e del resto questo blog è piccola cosa nel mare magnum delle discussioni in rete), e tuttavia mi fanno sospettare che il concetto di identità sia un nervo scoperto, qualcosa che brucia e che tocca sensibilità profonde. Anche, se non soprattutto, quando non riguarda (almeno apparentemente) la propria ma quella altrui – poiché è sempre l’alterità ciò che insinua dubbi, come se il volto dell’altro restituisse un’immagine diversa di sé. Se n’è già discusso in altre occasioni, soprattutto in riferimento all’interminabile riflessione sulla natura umana, ma credo occorra ritornarci.
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