Posts Tagged ‘antropocene’

Antropocene – 1. Che cos’è la coscienza?

mercoledì 17 ottobre 2018

1. Possiamo introdurre il percorso di quest’anno partendo dalla celebre espressione di Kant che ho scelto come titolo generale – “il cielo stellato sopra di me, la legge morale in me” – contenuta nella conclusione della Critica della ragion pratica: le due direzioni dello sguardo cui qui si allude – fuori di me (il cielo stellato) e dentro di me (la legge morale, ma, più in generale l’intera sfera mentale, sia emotiva che razionale) – riguardano proprio la duplicità costitutiva della coscienza.
La coscienza è esattamente questo duplice modo di sentire e di considerare l’esistenza, uno rivolto all’interno e uno all’esterno. Che è come dire che la duplicità di corpo e mente (o anima o coscienza) è già contenuta nella coscienza stessa, che sembra quasi sdoppiarsi e fondare questa dicotomia.
L’esame di questa duplicità – che è anche un’opposizione – costituirà il nostro percorso di quest’anno, che avrà così un carattere insieme filosofico ed antropologico: natura e cultura – insieme a corpo e mente, materia e spirito – saranno i due poli principali di questa oscillazione originaria della coscienza.
Ho detto “originaria”, ma occorrerà verificare esattamente che cosa qui si intende per origine.

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Antropocene

sabato 19 novembre 2016

112651002-3c4844db-fee6-4a48-9c7f-026d6ef61b611. Quale segno lasceremo sul pianeta?
2. Come ci cambierà il clima?
3. Chi prospererà e chi rimarrà indietro?
4. Come saranno le migrazioni di domani?
5. La società civile resisterà?
6. Controlleremo il nostro destino genetico?
7. Sconfiggeremo l’invecchiamento?
8. Se potessimo vivere per sempre, lo vorremmo?
9. Quanto dureremo?
10.Possiamo fidarci delle nostre previsioni?

***

L’ultimo numero de Le scienze è uno speciale dedicato al “futuro dell’umanità”, una sorta di bilancio con proiezione probabilistica dell’esperimento umano in corso, ovvero dell’occupazione sistematica del pianeta da parte della specie Homo sapiens da 200mila anni a questa parte, con l’avvio negli ultimi secoli di un periodo non più qualificabile dal punto di vista ambientale come “Olocene”, bensì ormai decisamente come “Antropocene”.
Nessuna delle domande è strettamente filosofica (men che meno ontologica), e pur tuttavia hanno un loro fascino complessivo che le rende filosoficamente (eticamente e politicamente) rilevanti: più che il “da dove veniamo” (e per quale misteriosa ragione) è qui in primo piano il “dove andiamo” – con tutta l’inevitabile incertezza della futurologia (che non so nemmeno se possa essere considerata scienza). La domanda riguarda anche la filosofia: dove andrà? Certo, si estinguerà nel momento in cui si estingueranno gli umani – non certo l’essere che è, com’è noto, inestinguibile e non nullificabile (se non nel pensiero perverso degli stessi umani che hanno pensato insieme l’essere e il non essere – ma, banalmente, poco ci importerà di un essere post-umano, una sorta di post-verità, tanto per utilizzare il recente e bizzarro conio terminologico).

Ad ogni modo voglio giocare anch’io. Rispondendo a modo mio.

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