Posts Tagged ‘autunno’

Sboccio, apoptosi

venerdì 4 novembre 2016

lucidautunno

Lo sboccio, l’apoptosi.
Che dal nulla sporga qualcosa, che qualcosa ritorni nel nulla – fatta salva la severissima legge eleatica.
Sono i momenti più suggestivi dell’anno – il risorgimento, la decadenza che si succedono in natura. L’incedere e il retrocedere delle forme – con tutta la loro apparente incertezza.
Trovo che ciò sia esteticamente, eticamente ed anche ontologicamente più suggestivo di tutta la manfrina sulla stabilità delle cose, che pure piace tanto al pensiero (ma direi soprattutto all’istinto di sopravvivenza).
Motivo per cui spalanco la bocca di fronte alle foglie avvizzite, che esplodono di colore in un ultimo tentativo di resistenza, comunque destinate a cadere e a disfarsi – così come farò con occhi rinati alla luce e allo spuntare dei primi sbocci primaverili.
La morte, e la vita. Il mistero della rotazione.
Semplicemente.

Mieiku: dopo la verditudine

sabato 5 ottobre 2013

umberto-boccioni-autunno-lombardo

Da alcuni anni vado annotando con la mente, specie mentre passeggio o corro o m’inerpico o incedo, piccoli frammenti della visione moltitudinaria che la natura, infinitamente generosa, offre ai nostri sensi.
Più d’una volta in questo blog ho sollevato dubbi sul concetto di natura, non essendo spesso chiaro che cosa il senso comune (ma non solo) intenda con quel termine. Ciò non toglie che, qualsiasi cosa astratta o astrusa vi stia dietro, l’esperienza dell’aisthesis che aderisce pienamente alla physis è pressoché quotidiana. Vi è un continuo interscambio sensibile (estetico e di relazione vitale) tra “io” e “non io”, tra mente e corpo (e corpi) che fa sospettare che al di sopra e al di là di quell’immediatezza (per quanto confusa) si ergano sovrapposizioni e costruzioni (e finzioni e, soprattutto, scissioni) circa il nostro essere tutt’uno – con-essere –  con ciò che da sempre è e ci ricomprende: lo si chiami poi come si vuole, physis, natura, essere, tutto, sostanza – la “sostanza”, appunto, non cambia.
Ovviamente tra tali alti discorsi e gli schizzi che sono andato via via scrivendo c’è dismisura e incomparabilità (disagguaglianza, direbbe Dante); ma è proprio entro questo iato (questa ferita) che le parole provano a ricucire ciò che forse non può essere più ricucito, ma che testimonia l’arché e l’origine di ogni possibile discorso: io sono non-io, io sono natura, la natura è in me, la natura è me. Ed ogni irrelatezza è (o vorrebbe essere) così bandita per sempre dall’orizzonte di senso che la filosofia faticosamente persegue ed edifica.
In questa prima raccolta ho messo insieme, data la stagione incombente, tutto quel che ho scritto nella forma deviata dei “mieiku”, a proposito della vivace e dorata mestizia che l’autunno (anch’esso una costruzione, se si vuole) reca con sé. Magari farò altrettanto quando l’inverno busserà alle porte…

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Mieiku: autunno

venerdì 30 ottobre 2009

luceautunnalebymd

erbe sgocciolanti al sole
chiome brillanti
protese nell’azzurro
chiazzate dai primi
gialliarancio e rossi
segni d’autunno
sontuosa decadenza

***

una foglia d’acero
riempie il cielo
rosso brillare in caduta
l’occhio ne cattura
l’eterno

***

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