Posts Tagged ‘berlusconismo’

Il grillo che c’è in me

mercoledì 6 marzo 2013

Grillo-piglia-tutto-la-piazza-della-sinistra-lo-slogan-del-Msi_h_partb

“Del resto non è difficile a vedersi come la nostra sia un’età di gestazione e di trapasso a una nuova era; lo spirito ha rotto i ponti col mondo del suo esserci e rappresentare, durato fino ad oggi; esso sta per calare tutto ciò nel passato e versa in un travagliato periodo di trasformazione. Invero lo spirito non si trova mai in condizione di quiete, preso com’è in un movimento sempre progressivo. Ma a quel modo che nella creatura, dopo lungo placido nutrimento, il primo respiro, – in un salto qualitativo, – interrompe quel lento processo di solo accrescimento quantitativo, e il bambino è nato; così, lo spirito che si forma matura lento e placido verso la sua nuova figura e dissolve brano a brano l’edificio del suo mondo precedente; lo sgretolamento che sta cominciando è avvertibile solo per sintomi sporadici: la fatuità e la noia che invadono ciò che ancor sussiste, l’indeterminato presentimento di un ignoto, sono segni forieri di un qualche cosa di diverso che è in marcia. Questo lento sbocconcellarsi che non alterava il profilo dell’intiero, viene interrotto dall’apparizione che, come un lampo, d’un colpo, mette innanzi la piena struttura del nuovo mondo”.

Potrebbe sembrare strano che per ragionare su quel che sta avvenendo in Italia a ridosso delle ultime burrascose elezioni politiche, si debba addirittura scomodare Hegel. Eppure non è casuale, dato che proprio della razionalità politica si tratta. Il celebre brano che ho trascritto sopra, tratto dalla Fenomenologia dello spirito, schizza per sommi capi quel che succede quando un mondo, un’istituzione od anche una costellazione di significati crollano, e ancora non se ne sono presentati altri con chiarezza all’orizzonte. Hegel rappresenta con linguaggio ed efficacia straordinari il senso di vertigine, di incertezza, persino di sacro terrore che accompagna tali processi.
(more…)

Annunci

Hyknusa: l’altra isola

venerdì 8 giugno 2012

Nello scorso mese di maggio ho avuto la fortuna di visitare per la prima volta la Sardegna. Ad impedirmelo, finora, la gelosa isola di cui sono figlio, che possessiva ed ossessiva com’è mi ha imposto una sorta di signoria emotiva di stampo feudale. Finalmente ho avuto la forza di rompere la catena e di forzare il blocco, tradendo l’isola per l’altra isola.
Nel farlo, mi è venuta in mente un’antica diatriba con un caro amico sardo, che ci vedeva, specie durante l’epoca universitaria, intraprendere spesso e volentieri singolari tenzoni, nelle quali accampavo, con una punta di protervia, una pretesa superiorità culturale, filosofica e spirituale della Sicilia sulla Sardegna. Ora che quegli ardori giovanili sono evaporati, posso tranquillamente affermare che la bellezza naturale della Sardegna è unica ed incomparabile. Della cultura non so dire – se non che si tratta di storie diversissime, con insediamenti ed antropizzazioni differenti (in Sicilia molto più marcate, produttive insieme di magnificenza e devastazione).
Le note che seguono non sono né una cronaca né un diario di viaggio, ma solo la riscrittura disordinata di fugaci appunti presi sull’onda dell’impressione immediata, con l’intersezione delle graditissime discussioni avute con l’amico Franco, uno dei miei compagni di viaggio, cui dedico volentieri questo post.

(more…)

Berlusconidi cascami

sabato 12 novembre 2011

Per chi ha stomaco e ha voglia di ripercorrere alcuni conati della Botte in questi ultimi anni (in verità declinanti) di berlusconismo, ho pensato di raccogliere i post espressamente dedicati a quella che definirei una normale anomalia italiana. Dovremmo ormai essere in procinto di liberarci di questo orribile politicante da strapazzo – il peggiore da decenni – che ha inoculato nella società italiana il peggio di quel che però in essa già c’era e covava da sempre, dispostissima pertanto a farsi plasmare a sua immagine e somiglianza. Che è come dire che Berlusconi e la società italiana (per lo meno buona parte di essa) sono stati speculari. Come molti sanno e dicono da tempo, di Berlusconi ci possiamo anche liberare in fretta, del berlusconismo no. Anni e anni di dura disintossicazione antropologico-culturale. Tanto più che la sua caduta appare come un’autoconsunzione, molto più di quanto non sia generata dall’opposizione politica, sociale e culturale della cosiddetta parte “sana” del paese. E di fatti, il potere politico passa dalle mani del faccendiere-imprenditore, a quelle dei faccendieri della finanza internazionale. In attesa che un’intera stagione della politica si riapra, sorgendo dalle ceneri di questi tre decenni – se ai due berlusconiani sommiamo quello craxiano che ha preparato i successivi. Trent’anni da dimenticare.

(more…)

Le pudenda del re e gli umori elettorali

martedì 24 maggio 2011

Pur astenendomi da ogni pronostico sull’esito della prossima tornata elettorale, non posso non registrare un certo cambiamento umorale nel corpo sociale (ammesso che questo sia riducibile al “corpo elettorale”). Non si tratta ancora della svolta definitiva, né di quella scossa che ci libererà una volta per tutte dal berlusconismo (che può peraltro sopravvivere benissimo al suo autore, così come era sorto già prima del suo avvento al potere). Ma certo qualcosa si è irreversibilmente incrinato.
Ho usato il termine “umorale” non a caso, poiché non si intravvedono ancora esiti politici (per lo meno nelle forme tradizionali) dell’attuale crisi – una crisi ormai pluridecennale che si è innestata alla crisi epocale della rappresentanza e della forma politica – né si è costituita all’orizzonte un’alternativa chiara e decente (e non mi sogno di parlare di “progetti di lungo periodo”); limitarsi d’altro canto a sostenere che qualsiasi cosa sia meglio dell’attuale governo (il peggiore da Mussolini in poi), non mi pare sia una risposta seria. Né la pasticciatissima politica del Pd, né i movimenti più virtuali che reali da Grillo al popolo viola, e nemmeno ancora una faticosa ricostruzione a sinistra dei cocci di un ventennio di disfacimento, sono all’altezza dei bisogni urgenti di questo derelitto paese: un programma di rifondazione di se stesso e del suo senso collettivo, che richiedono ben altro. Ma altro, per ora, non c’è. E di ben, manco a parlarne. Forse, però, un colpo d’arresto al processo di decomposizione è arrivato. E lo si vede, appunto, dagli umori elettorali.

(more…)