Burocrazia sanitaria

La medicalizzazione della vita va grottescamente mutando in una burocratizzazione sanitaria ottusa e volta a garantire la sola cosa che conta nel sistema capitalistico: non la salute psicofisica dei cittadini, ma l’attitudine a produrre e consumare degli atomi individuali che lo compongono.
La sequela di procedure, per lo più inefficaci a sconfiggere l’epidemia, sta lì a dimostrarlo: lockdown, tracciamenti, misurazione ossessiva della temperatura, mascherine, lavaggio e disinfezione compulsiva di ogni cosa, colori e misure restrittive di ogni tipo, muro vaccinale sperimentale (con liberatoria) e ora carta vaccinale (con obbligo vaccinale indotto – ma paraculo – per chi desidera produrre e consumare fino allo sfinimento).
In attesa di vedere il prossimo slittamento del significato di sanità pubblica.
Purtroppo non esistono controprove empiriche per sapere che cosa sarebbe successo qualora si fossero perseguite politiche socialiste e davvero comunitarie (in qualche paese lo si è fatto, ma con stili di vita molto diversi da quelli occidentali).
Ma il punto è che la burocratizzazione ossessiva della vita continuerà per la sua strada, senza farsi alcuna domanda, e senza farsi scalfire dai dubbi – bollati come antiscientifici o antilluministici – se non relativi ai punti di PIL perduti o guadagnati.
Nel frattempo il terrore per la propria immunità e incolumità – funzionale a produrre consumare e non crepare mai – è penetrata nella mentalità comune ad un livello che non ha precedenti, e pronta a generare guerre civili striscianti (per ora solo immaginarie). Guerre tra poveri, mentre i ricchi ingrassano. E finché il pianeta non si darà uno scossone per ricordarci che siamo mortali, anzi mortalissimi.