Posts Tagged ‘capodanno’

Capo d’anno

venerdì 3 gennaio 2014

Mi son ritrovato, l’ultimo giorno dell’anno, a rievocare con amici carissimi cose di molti anni fa. Di così tanti anni fa che, pur essendo questi amici genitori di figli già adolescenti, loro stessi erano bambini quando quelle cose succedevano. Così, mentre le raccontavo, mi è scappato di dire il luogo comune che tutti dicono (che proprio per questo si chiama luogo comune) tipico della temporalità e della sua inafferrabilità: «sembra ieri!».
Ieri quelle cose sono accadute.
Oggi io le sto raccontando.
E domani sarò già morto.
Logica consecutio cui c’è poco da replicare.

***

Il giorno dopo – per convenzione il primo giorno dell’anno, quando fortunatamente non ero ancora morto – mi sono ritrovato ad esporre succintamente le teorie del tempo, del divenire e della morte (o, per essere precisi, della loro autodissoluzione in quanto follie derivanti da una visione nichilistica e contraddittoria della realtà) di Emanuele Severino, così come io le ho comprese e così come sono in grado di comunicarle ad altri – ammesso gorgianamente che a) qualcosa sia, b) sia conoscibile e c) sia comunicabile senza che l’altro non ti prenda per pazzo – e mentre parlavo, l’amica madre dei figli già adolescenti e però bambina quando succedevano le cose che mi hanno fatto dire «sembra ieri!», mi guardava con tanto d’occhi…

Annunci

2012 Jean-Jacques!

sabato 31 dicembre 2011

Temo che il 2012 passerà alla storia come un anno kat’exochen profetico-catastrofico-apocalittico-apocatastatico – con tutti gli -ico più fantasiosi a seguire. Nemmeno la fine del secondo millennio – almeno, così mi par di ricordare – si era portate dietro così tante sciocchezze e superstizioni su fine del mondo e simili. Forse la crisi economica, insieme alla profondissima crisi epocale di prospettive, ha contribuito ad acuire tale clima nefasto.
Se devo esser sincero non ho letto nemmeno una riga, né tantomeno ho guardato trasmissioni in Tv, nelle quali si parla di calendari Maya e simili. L’argomento non mi appassiona, anzi lo detesto proprio, anche se dovrei forse occuparmene in termini di psicologia di massa o antropologici o sociologici. Ma siccome non sono né uno psicologo né un antropologo né un sociologo, posso tranquillamente catafottermene, come direbbe Montalbano nella colorita lingua di Camilleri.
Ed allora celebrerò a modo mio il 2012 – come del resto ho finora cercato di celebrare tutti gli anni che mi sono stati dati: e cioè, per quanto mi è possibile, ingombrando la mente e l’immaginazione di cose belle e filosofiche, liberandole nel contempo dall’immane sciocchezzaio e chiacchiericcio contemporaneo. Cosa che mi sento di propugnare come disinteressato e sincero augurio a tutti i lettori del blog, alle amiche e agli amici, con ampie benedizioni in stile urbi et orbi.
Gli anniversari sono spesso – come i capodanni – celebrazioni retoriche e pompose, quando non del tutto inutili. Ma siccome accadono comunque e a prescindere, tanto vale coglierli per quel che ci possono offrire: opportunità, destri e punti d’origine per altro. Contingenze per nuovi inizi.

(more…)

I detriti e lo sfondo

giovedì 6 gennaio 2011

Seba (il cui vero nome è Sebastiano) ha nove anni ed è il figlio della mia amica Chiara, filosofa, ex-contadina e ora libraia. Lo ha tirato su, insieme al fratello di un anno più grande, nella campagna marchigiana, tra mare e collina, senza televisione, in maniera roussoianamente sauvage. Il 31 dicembre, giusto per non perdere la mia abitudine a filosofare con i bambini, ho avuto con lui, durante una terribile cena cinese, una amabile chiacchierata sul concetto di nulla. La madre dice che ha una buona propensione per le cose logico-matematiche, io la prendo sul serio e provo a saggiarne le capacità deduttivo-ontologiche.
-Che cos’è il nulla? – gli chiedo mentre cerco di capire se nelle verdure saltate che mi hanno appena servito siano nascosti dei cadaveri.
Seba ridacchia, e alla fine mi risponde che è una parola – visto che abbiamo appena convenuto che il nulla non può esistere. E se proprio esiste, esiste solo nella nostra bocca – così si spinge a dire.
Ci lanciamo poi in un piccolo gioco sulla catena causale. Sull’inizio (ed eventualmente la fine) di tutte le cose. Se è vero che le cose non possono iniziare dal nulla, da dove saltano fuori? prima del loro inizio doveva pur esserci qualcosa.
-Sì – dice tranquillamente – c’erano dei detriti. (more…)

Terra di mezzo

venerdì 31 dicembre 2010

(È l’unico augurio che mi sento di formulare, in questa fine-inizio che periodicamente ci inventiamo, a ricordarci che è solo nel mezzo del circolo e del ciclo eterno delle cose che siamo e consistiamo..)

***

Siamo gettati nel mezzo. L’inizio e la fine – i nostri limiti estremi – sono e restano inintelligibili. Ci immaginiamo che lungo quelle linee – il sorgere e il tramontare di una vita individuale – si nasconda chissà quale mistero o significato. Non solo religioni, teologie e cosmologie, anche la filosofia più disincantata non riesce ad abbandonare il territorio della metafisica individuale: qual è il significato ultimo dell’inizio e della fine? Di ciascun inizio e di ciascuna fine?
Ma è bene ad un certo punto lasciare quelle terre insidiose – i confini che tanto ci tormentano. E con esse, il gioco imperscrutabile delle possibilità e dell’annientamento di ogni possibilità. Per avventurarci nella terra che ci è davvero data – la terra di mezzo. Quella nella quale possiamo giocare una parte, seppur minima. Determinare qualcosa, fosse anche un frammento di realtà o di significato. Il piccolo apporto di una creatura così insignificante come quella di un hobbit: paradosso dell’insignificanza che genera significati!

(more…)

Oashita

venerdì 1 gennaio 2010

un filo di fumo
disegna adesso
il primo cielo dell’anno

***

capodanno:
tra cielo e terra
inizio d’armonia

***

andiamo a letto!
il capodanno
è cosa di domani

***

il Grande Mattino
tra i pini soffiano
venti antichi

***

capodanno:
nel cielo sereno si parlano
i passeri

(more…)

Mieiku augurali

giovedì 31 dicembre 2009

una sottile lingua azzurra
compare dispare
sopra la polvere nevosa
nel mezzo della nuvolaglia
ad annunciare la fine
e l’inizio

***

srotolato il vecchio
senza più capo né coda
afferra subito il nuovo
per la cima