Posts Tagged ‘cibo’

Gastrocucinismo

giovedì 11 gennaio 2018

grandeabbuffata5

La Coca-Cola costituisce una minaccia
assai più letale di al-Qaida.
(Y.N. Harari)

Nelle sue Lezioni di storia della filosofia, Hegel irride coloro che, come Cicerone o Diogene Laerzio, ritengono Socrate un grande filosofo solo perché «avrebbe fatto scendere la filosofia dal cielo in terra, nelle case, nella vita quotidiana degli uomini» o nel mercato – che equivarrebbe a considerarla un utensile domestico, sì da trasformarla in una insulsa e un po’ cialtronesca filosofia popolare, se non addirittura in una “filosofia da cucina”.
Mi ha sempre divertito questa espressione – filosofia da cucina – che pare tra l’altro attagliarsi perfettamente all’epoca attuale. Sicuramente Hegel l’avvicinerebbe alla modaiola pop-filosofia, ma a me è venuta in mente a  proposito di quello strabordante fenomeno cui quotidianamente assistiamo in tv (per chi ha ancora il fegato di guardarla), nei social, nella pubblicità, nell’editoria: ovvero il proliferare di chef e di masterchef, ricettari e gente in grembiule che passa l’intera giornata dietro ai fornelli (e, si presume, a tavola) e l’imporsi di un immaginario  – e di un discorso – che ruota ossessivamente attorno al cibo, alla cucina, ai sapori di una volta,  alla tavola, al gusto, all’enogastronomia, al turismo gastronomico – ad ogni gastrocosa – dimenticando che, dopotutto, stiamo parlando di un tubo aperto su due lati – e di processi di assimilazione, digestione, espulsione. Tutto ciò ci parla insomma di un’ideologia diffusa che definirei del “cucinismo”.
Che è poi perfettamente in linea – faccia nascosta della medaglia – con i dati squilibrati di un pianeta che non soffre più di fame (o ne soffre molto meno di un tempo), quanto piuttosto di bulimia e sovralimentazione crescenti.
I dati globali ci dicono infatti che se ancora 850 milioni di umani sono malnutriti, lo sono anche, per ragioni opposte, i 2 miliardi in sovrappeso, dato destinato a crescere fino ad interessare il 50% della popolazione mondiale in pochi anni. Nel 2012 i morti di diabete erano 1,5 milioni, 12 volte di più di quelli dovuti alle guerre.
Hegel troverebbe tuttavia molto pericolosa questa prospettiva, se è vero che le pagine della storia si scrivono con il sangue, e non con i ricettari – medici o culinari che siano.

Menu-necrologio di Natale

martedì 25 dicembre 2012

Fanny e Alexander_Bergman

Può essere che la parte etica (e/o sentimentale) del nostro ipertrofico encefalo si sia così tanto rammollita da farci inutilmente disperare per quella ben poco gentile disposizione degli esseri viventi a farne fuori altri per nutrirsene (i biologi la chiamano eterotrofia). E d’altra parte l’unica alternativa sarebbe il suicidio. Un nichilismo maggiore, a fronte di un nichilismo minore (maggiore e minore sono però quantomai relativi). Ma la parte più dura ed ancestrale del suddetto encefalo se ne sbatte e continua nell’immane opera trituratrice, divoratrice e distruttrice. È solo l’altra parte – quella molle – che aspetta che giunga il manto / della grande consolatrice…
Ci sono poi le vie intermedie – il vegetarianesimo o, meglio, il veganesimo a cercare di ridurre lo spargimento di sangue. Oppure, l’amara ironia della poesia. Come in questa Coercizione – tra le ultimissime, in punta di morte – di Wislawa Szymborska, che prende in giro un po’ tutti, onnivori, vegetariani e carnivori, e che spero vogliate mettere, magari al posto dei capponi o dei tacchini o dei capitoni, sulle vostre natalizie tavole scarlatte (per il sangue che scorrerà comunque copioso, e che però sulle tovaglie non si noterà, dato che sarà rosso su rosso). Vi è poi la possibilità – come conclude la grande e saggia poetessa – di coprire grida e necrologio con l’inutile ed allegro chiacchiericcio.
Ed è questo il mio augurio – ben poco simpatico e piuttosto rompicoglioni – per il giorno di Natale.
[P.S. L’immagine sopra è tratta dal film Fanny e Alexander di Ingmar Bergman che, se la memoria non mi inganna, si apre – e mi pare si chiuda – con una gran tavolata natalizia e un poderoso discorso del capofamiglia; la scena m’impressionò a tal punto che, quando la vidi al cinema poco più che ventenne, decisi che avrei organizzato qualcosa di simile con l’unico mio nonno superstite, che già vedevo assiso a capotavola, raccogliendo intorno a lui figli e nipoti a decine, sparsi in tutta Italia – una missione impossibile, che infatti non sarei mai riuscito a compiere; di lì a poco, tra l’altro, il vecchio patriarca migrò a miglior vita…].
E ora, finalmente, la poesia di W.S.:
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McBulimia

sabato 26 Mag 2012

Travelsoft è un gruppo di adolescenti creativi che scrive, produce ed interpreta video ironici e parodistici, reperibili sul canale di youtube, e che ho avuto il piacere di ospitare tempo fa nella mia biblioteca. In quell’occasione avevo chiesto loro se nel produrre il video qui sopra, si fossero per caso posti in un’ottica critica – tipo: società dei consumi, cultura del McDonald, spreco, cannibalismo o simili. La loro risposta è stata un candido “mah!, veramente non ci avevamo pensato”.
Ora, io non voglio attribuire significati reconditi, costruiti a priori o surrettizi a tutti i costi. E neppure eccedere in psicologismi o determinismi dell’inconscio. Però non posso nemmeno credere che questo video caustico e beffardo, pur in tutta la sua selvaggia e adolescenziale spontaneità, sia solo frutto del caso o di un pomeriggio di noia. Trovo anzi che sia politicissimo ed eticissimo, e che i suoi autori si debbano rassegnare a tale evidenza.
Benvenuti dunque nel mondo della videoresponsabilità!