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Piccola avvelenata di Natale – parte prima

martedì 24 dicembre 2013

Io non mi cucio la bocca. Fraternizzo e però alzo la voce.
Figlio di migranti, migrante per sempre nell’anima (anche se privilegiato), so bene che cosa significhi “stare a Sud”. Chi sta a Sud sa anche che qualcun altro sta più a Sud di lui. Sempre. Lo sa bene e non dovrebbe mai dimenticarlo.
E allora alzo la voce. E dico che è una porcheria e che è indegno questo stato (con la minuscola) che si ostina a non chiudere i lager-Cie e a ritenere reato una condizione umana e sociale. Uno “stare a Sud”, appunto. E lo è a maggior ragione, ora che tutte le più alte cariche dello stato (sempre con la minuscola) sono occupate da signorotti del Pd.
E allora auspico che le urla terribili delle bocche cucite (anche di quelle invisibili) devastino la sordità di quelle loro “sinistre” orecchie.
(Tra l’altro se Gesù nascesse oggi nella Fortezza-Europa, verrebbe al mondo in una fabbrica dismessa, in un campo rom o su una nave di “clandestini”. Sarebbe Gesù-bambino-clandestino).

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