Posts Tagged ‘comprensione’

La natura? Non esiste!

martedì 18 gennaio 2011

“La natura a rigore non esiste, è solo un nostro concetto” – così ha esordito qualche sera fa Renato Pettoello, docente di storia della filosofia contemporanea alla Statale di Milano (che, en passant, era stato il mio relatore di tesi), ad una conferenza in provincia sul tema “Scienza, natura, uomo nel ‘900”. Non ho potuto che dargli ragione – visto che ritengo che non solo quello di natura, ma anche quelli di realtà e di verità, siano concetti piuttosto ambigui, per non parlare della tanto sbandierata natura umana. Si tratta evidentemente di concetti-chiave filati dalla nostra mente, prodotti e sedimentati dalle teorie che si sono susseguite lungo la storia della nostra specie, volte a descrivere il qualcosa che percepiamo al di fuori della nostra mente (ma già la definizione di questo esterno è problematico, anche perché presuppone un interno piuttosto artificioso) – con il risultato di avere una “realtà” quantomai stratificata e diveniente.
Natura può essere di volta in volta tutto ciò che esiste (la physis dei greci), l’ordine necessario delle cose, le leggi che reggono la realtà, la materia, ciò che non è artificiale o culturale, il poetico cip-cip dei variopinti uccelli (ma anche la necessaria strage eterotrofa), Dio (sive natura), il mondo atomico, il mondo primordiale, il mondo della vita, il livello istintuale, la base organica, persino l’ortopedia etico-religiosa… e insieme la dissoluzione di tutti questi presunti ordini. In sostanza: la vulgata e il senso comune che evocano la natura come qualcosa di ovvio e dato una volta per tutte, certa ed evidente lì davanti a noi (o in noi), non sanno nemmeno di che parlano e non immaginano nemmeno quanto in realtà sia complesso e lontano anni luce dall’immediatezza quel concetto.
(more…)

Annunci

Capire la filosofia, nientemeno!

lunedì 8 marzo 2010

Mi è sovvenuto solo ora che l’estate scorsa un lettore del blog mi aveva scritto, ponendomi due domande. La prima riguardava l’utilità della laurea in filosofia. La seconda, senz’altro più interessante, la trascrivo qui di seguito:

“Leggendo, coltivando le mie idee sono riuscito ad arrivare ad una “base” e da questa “base” ogni cosa mi risulta più semplice, così semplice che il mio interesse, nel continuare a studiare la filosofia non dico è svanito ma si è come “risoluto” e mi è sembrato stupido/inutile girare intorno a qualsiasi concetto proprio perchè così semplice; quindi, non credi che quando tutto è così semplice non ci sia più bisogno di filosofare? O magari tutto non è così semplice?”

Avevo risposto brevemente alla prima, lasciando del tutto in sospeso l’altra e promettendo al mio interlocutore un post dedicato all’argomento. Promessa finora non mantenuta, e che però, almeno in parte, vorrei soddisfare ora cogliendo l’occasione della lettura di un testo interessante di Fulvio Papi, consigliatomi da un amico, edito una decina di anni fa e intitolato nientemeno che Capire la filosofia.
Ne esporrò per sommi capi il contenuto, in maniera schematica, un po’ come se si trattasse di appunti presi a margine (in effetti è così), seguendo la numerazione dei capitoli e limitandomi a segnalare qua e là, tra parentesi quadre e in corsivo, i dubbi e le mie osservazioni. Certo, se ne potranno ricavare risposte solo laterali e indirette ai quesiti posti dal lettore – o magari nessuna risposta. Di sicuro, però, risponderanno all’ultima domanda: proprio così, tutto non è così semplice!

(more…)

Aforisma 22

venerdì 23 ottobre 2009

Comprendere è irretire.
L’estensione della rete è l’estensione del mondo, mentre l’assenza di pesci indica l’assenza di mondo.
Ma sta forse nel girare a vuoto il pungolo maggiore della conoscenza.