Posts Tagged ‘condillac’

Prima cronaca: la statua di Condillac e la guerra civile in Afghanistan

lunedì 9 novembre 2009

bambini_cattivi

“Con la possibile eccezione delle più alte sfere della matematica pura o della fisica teorica, è difficile immaginare qualcosa di più inumano della filosofia”.

“Essere filosofo significa essere esistenzialmente sradicato”.

“Ai filosofi bisognerebbe porgere condoglianze piuttosto che incoraggiamenti”.

Con queste frasi appena lette in testa, sconsolato ma sostanzialmente d’accordo, mi sono recato l’altra mattina in una classe di quinta elementare per il primo incontro di un nuovo esperimento filosofico con i bambini. Ci sono stati come sempre grande fermento, agitazione e partecipazione – è una novità, e quindi benvenuta, però loro sono tanti (troppi) e piuttosto svegli.
C’è poi Andrea che ha scelto di fare il guastatore (è uno dei pochi nomi che sono riuscito a memorizzare, insieme a quello di Martina, che è intervenuta a raffica per tutto il tempo). Insomma, la piccola peste decide di indossare la maschera del baby-nichilista e ad ogni uscita intelligente dei suoi compagni su che cosa si debba o si possa intendere per filosofia, spara parole a caso. Distruttore e futurista ad un tempo. Poi succede qualcosa, e senza apparente soluzione di continuità con la parte interpretata prima, se ne esce con queste due perle (non ricordo le parole esatte, ma non erano molto dissimili dalle seguenti):

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COSMICA CASSERUOLA

lunedì 22 dicembre 2008

bruegel.la parabola dei ciechi

Meraviglioso racconto questo Nel paese dei ciechi (titolo originale The country of the blind) di H.G. Wells, ripubblicato di recente da Adelphi. Racconto quantomai filosofico, filato dalla fervida e anticipatrice mente dell’inventore, insieme a Jules Verne, della science fiction, e molto vicino a noi proprio per la sua sensibilità per i temi biopolitici e tecnologici, etici, esistenziali che affliggono (e però rendono paradossalmente intrigante) la nostra epoca. Con tutte le connesse paure: basti pensare all’incubo alieno, alle mutazioni genetiche, alla guerra batteriologica – L’isola del dottor Moreau è del 1896 e La guerra dei mondi è del 1898!
L’esperimento condotto Nel paese dei ciechi è riconducibile, per certi aspetti, al tema della statua di Condillac, secondo cui i sensi (ciascuno dei quali ha una sua logica specifica, con un ruolo forse prioritario del tatto) costituiscono dinamicamente la nostra esperienza e le nostre facoltà. Si provi allora ad immaginare che cosa succederebbe se qualcuno, dotato dei canonici cinque sensi, piombasse in un villaggio isolato dal mondo, dove da generazioni i suoi abitanti hanno perso l’uso della vista. La prima impressione che, secondo quanto immagina Wells, ricaverebbe questo visitatore “normodotato” sarebbe quella di ritrovarsi in una sorta di “cosmica casseruola”, un luogo sigillato e asfittico oppresso da un “tetto orribile sotto il quale si curva la vostra immaginazione”, il limite oltre il quale non è dato andare.

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