Posts Tagged ‘crisi finanziaria’

Ridda

lunedì 5 settembre 2011

Pare finita l’epoca in cui nell’estate italiana furoreggiavano gialli intriganti, torbidi omicidi di contesse o avventurose fughe in catamarano. Ora tutti sembrano occuparsi di cose serie, in primo luogo di economia e di mercati valutari.
Sto seguendo questo mutamento un po’ distrattamente dalla lontananza vacanziera, filtrata dalla lieve foschia dello scirocco che sta morbidamente avvolgendo la mia isola (e il mio isolamento) in questo inizio di settembre. Così come seguo con un certo torpore tutta la ridda di provvedimenti governativi di politica economica delle ultime settimane. E devo dire che se il termine “ridda” si addice bene, quello di “politica economica” molto meno.
Ancor più distrattamente seguo la versione internazionale di tutto questo affannarsi: altra ridda di cifre, listini, grafici e panico in borsa, ondivaghe fluttuazioni, con tanti bei nomi e sigle a nascondere il vero ed essenziale nodo della speculazione (l’eterna astrazione del denaro e del capitale di cui avevo parlato qui).
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CRASH ECONOMICO-FILOSOFICO

venerdì 10 ottobre 2008

Naturalmente il capitalismo non crollerà nemmeno questa volta. Ci vorranno decenni, forse secoli (personalmente spero meno) perché ciò accada, ma mi metto il cuore in pace: di sicuro non succederà nell’arco della mia vita. Così come è difficile prevedere se si tratterà di una lenta agonica decomposizione o di un crollo repentino. Ma è certo che prima o poi capiterà, dato che solo Dio (che, per chi ci crede e come ci ricorda il papa, è ben più stabile del denaro) o in alternativa cose come l’Essere o la Sostanza possono rivendicare per sé gli attributi dell’eternità o della perennità.
Lasciamo quindi perdere ogni sciocchezza profetica o vaticinante, e stiamo al presente (anche se, come mostrerò, sta proprio nel tempo uno dei nodi della “crisi”).

(A parte che bisognerebbe anche chiarire e determinare meglio: “crisi” per chi, visto che un pezzo di pianeta – sempre più a macchie – sta al di sotto o al di là di categorie quali “progresso”, “sviluppo” e, conseguentemente, “crisi”?).

Ma basta divagare. Ritengo marxianamente che questa sia una crisi squisitamente economico-filosofica (giusto per citare dei celebri Manoscritti di oltre 150 anni fa). Anzi, più filosofica, per non dire “metafisica”, che economica. Mi vengono a tal proposito in mente almeno tre concetti-chiave (ma sicuramente se ne potranno aggiungere altri). Li accenno brevemente:

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