Posts Tagged ‘definizione’

Torsione gnoseologica

sabato 25 gennaio 2014

Il problema delle definizioni di “uomo”, “essere umano”, “natura umana” e simili, è che si tratta comunque di autodefinizioni, che dunque valgono quello che valgono. (Del resto anche le definizioni di “animale”, “zecca”, “tamburo”, “gelosia”, “linguaggio”, “essere”, “bottiglia”, “Saturno” sono nostre e non loro. Però, quando siamo noi a parlare di noi – ci parliamo addosso – la faccenda si fa più delicata). Nonostante tutte le nostre pretese filosofiche ed universali, per fare un passo avanti significativo in quanto ad oggettività, ci vorrebbe, forse, il giudizio di un alieno (solo Dio sarebbe oggettivo in massimo grado).
Anche le definizioni più interessanti che ho collezionato negli ultimi tempi – ad esempio quella di Rowlands: «Se volessi definire gli esseri umani con una frase, direi: gli uomini sono quegli animali che credono alle storie che raccontano su se stessi. In altri termini, gli esseri umani sono animali creduloni»; oppure quella di Cimatti: Homo sapiens, quell’unico animale «che ha come principale preoccupazione quella di dirsi che è diverso dagli altri viventi» – ebbene anch’esse, che pure si collocano al confine estremo della torsione straniante, scontano comunque questa insufficienza (al limite della dannazione) gnoseologica.

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Quinta cronaca: congedo con ciliegie

sabato 29 maggio 2010

Qualche giorno fa ho incontrato per l’ultima volta la classe di bambini di quinta (dunque ormai ragazzi) con i quali ho svolto nel corso dell’anno scolastico il mio consueto  esperimento filosofico, e di cui ho qua e là dato qualche resoconto in forma di “cronaca”.
Ho chiesto loro, a mo’ di congedo, di prendere un foglio bianco e di scriverci sopra due cose: su un lato la parola che più li aveva colpiti durante i nostri incontri, e sull’altro una breve frase che sintetizzasse quel che, a loro giudizio, il termine filosofia racchiude. Una sorta di definizione, cercando di ripercorrere il nostro cammino fin dall’inizio. Arché. Un duplice sforzo di memoria e di sintesi.
Quel che ne è uscito – che ovviamente è stato subito dopo commentato e discusso, abitudine consolidata e affinatasi nel tempo – non mi ha sorpreso, se non per la sua “pulizia” concettuale. Mi ha cioè dato la misura del percorso fatto, del loro impegno nell’accettare una cosa così strana (una “specie di materia”, come alcuni l’hanno definita) che prevedeva di incontrarsi ogni due settimane per parlare di cose piuttosto astratte, e nello stesso tempo la piena comprensione che si tratta comunque di una cosa “vitale”, che li riguarda e che si depositerà da qualche parte nella loro mente.
Le parole-chiave scelte hanno risentito del lavoro svolto sulla felicità (che sta partorendo un vero e proprio libro illustrato autoprodotto), e di fatti 9 di loro l’hanno indicata come parola preferita. Anche il concetto di nulla li ha colpiti (4). Le altre sono state: vita, essenza, interiorità, fede, credere, amicizia, senso. (more…)