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Filosofia in 100 corti – 16

lunedì 26 febbraio 2018

Leibniziana 1 – Stranezza di monade

mercoledì 18 settembre 2013

monadi_by_edi_sanna

La Monadologie di Gottfried Wilhelm Leibniz, un testo scritto in francese risalente al 1714, e che si può dire sia il lascito sistematico del grande pensatore tedesco, mi ha sempre affascinato. L’avevo incontrato all’inizio del mio percorso filosofico, dopo aver seguito il mio primo corso di Filosofia teoretica con Giovanni Piana, il quale lo aveva messo in bibliografia come esemplificativo della via metafisica alla filosofia (laddove l’altra era l’empiristica), all’interno di quella che doveva essere un’introduzione alla filosofia (e al suo linguaggio) per neofiti. Io oltretutto neofita lo ero davvero, dato che non avevo fatto filosofia al liceo, né avevo mai letto un testo scritto da un filosofo. Già il nome “monadologia” dovette apparirmi inquietante – ma mi armai di pazienza, e cercai di penetrare in quel ginepraio concettuale per me assolutamente nuovo.
Qualcosa dovetti capire, visto che presi 30, ma quel che mi rimase in mente fu – al di là del contenuto del sistema di Leibniz – la sua forma. Un testo di pochissime pagine, formulato in 90 brevi proposizioni (talvolta di poche righe), che intendeva riassumere in sé un intero sistema filosofico, una visione globale del mondo, del cosmo, della conoscenza, del destino umano. Una sfida grandiosa – al di là della sua riuscita o meno.
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Introduzione alla filosofia – 1. Gli inizi

lunedì 7 febbraio 2011

(Pubblico qui, a beneficio dei miei “allievi”, la prima delle tracce del corso propedeutico alla filosofia che sto tenendo presso la biblioteca di Rescaldina. È un ciclo di sei lezioni – dunque la programmatica impossibilità di trattare esaurientemente uno qualsiasi dei pensatori, concetti o problemi della storia della filosofia. Diciamo che si tratta di un “aperitivo filosofico” per palati a digiuno, ma affamati e motivati dal desiderio di conoscere. Magari qualche lettore del blog, pur avendo ormai consumato parecchie cene, può trovarle utili o interessanti. Naturalmente saranno un po’ insapori e incolori, inevitabilmente “prosciugate” in favore della sintesi, oltre che prive del variegato gusto dell’oralità, delle digressioni, delle domande, del dialogo, dell’interazione tra le persone – insomma, più “lettera” che “spirito”).

***

1.
Di fronte al “mostro sacro”.
Già solo a sentir nominare la parola “filosofia”, si è portati a pensare a qualcosa di troppo difficile (se non incomprensibile), di astratto (se non astruso), lontano dalla realtà, per pochi, inutile…
C’è del vero, ma anche del falso in questi “luoghi comuni” (e così ci abituiamo fin da subito ad una delle specialità filosofiche: i paradossi!).
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