Posts Tagged ‘emancipazione femminile’

Salvare gli studi di genere

martedì 23 aprile 2013

LAURA CORRADI-POLITICA FEMMINILE

(volentieri pubblico questo appello che mi giunge dall’amica filosofa Nicoletta Poidimani)

Dal margine degli studi di genere: una proposta politica

Le voci di protesta che si sono levate in seguito alla chiusura del corso di “Studi di genere” tenuto da Laura Corradi all’Università della Calabria, stanno facendo finalmente emergere sotto gli occhi di tutte e di tutti un quadro grave e inquietante, che conferma come gli studi di genere siano una questione politica. Tale quadro va letto, a nostro parere, su diversi piani.
Innanzitutto è necessario collocare questa vicenda in un orizzonte più generale che riguarda lo stato delle università italiane, dove i criteri del finanziamento pubblico e l’ingresso di forme di finanziamento privato privilegiano alcuni ambiti e oggetti di ricerca e ne marginalizzano, o escludono, altri. È noto come gli unici settori di ricerca che non soffrono dei tagli agli investimenti siano quelli relativi alla produzione bellica, alle nanotecnologie, agli strumenti tecnologici di controllo sociale.
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Le centocinquanta sfumature del nulla

mercoledì 12 settembre 2012

Che il belletto dell’amore fosse in realtà da ricondurre alla brutalità del “fottere”, ce lo aveva già fatto sapere Schopenhauer esponendoci la sua teoria metafisica della libido voluttuaria: dietro ogni palpito o sospiro amoroso c’è solo la volontà che briga per riprodursi ed espandersi, niente di più.
Dunque, il bellissimo e perverso Christian Grey dalle 50+50+50 sfumature di tenebra, pare proprio aver scoperto l’acqua calda, quando dice alla sua “proprietà” sessuale Anastasia Steele di volerla fottere, e non di voler fare l’amore con lei.
Insomma – si sarà capito – quest’estate, come già altre estati, mi sono dovuto sobbarcare una lettura dettata solo da motivi professionali, e non dal gusto personale. E così, dopo i Moccia e le Meyer, mi è anche toccato sciropparmi questa tizia di nome E L James che intende spiare desideri e perversioni dal buco (o dai buchi) delle serrature dei nuovi boudoirs post-moderni.
Naturalmente mi basta (e avanza) il primo capitolo della trilogia, le Cinquanta sfumature di grigio (ormai sembra che non esista più romanzo di successo che non debba diventare un’interminabile saga in più puntate, da rilanciare poi, a ruota, sul grande schermo – cosicché per 2-3 anni buoni, fatto salvo l’eterno decennio potteriano, saremo sommersi di volta in volta da vampiri o draghi, serial killer o lucchetti romani. Ora pare toccare a cazzi fighe ed amplessi sadomaso – e son proprio curioso di vedere come la cosa verrà gestita a livello cinematografico…).
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