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Le candide camicie della razza

martedì 20 maggio 2014

IL-SONNO-DELLA-RAGIONE1La differenza tra me e un tizio – che so – di Forza Nuova?
Che io non mi vergogno affatto di dichiararmi comunista, anzi lo rivendico. Il comunismo è una bellissima idea, una delle più belle che mente umana sia riuscita a concepire – e il fatto che sia stata irrealizzata, tradita, lordata, fraintesa non inficia per nulla la sua lucente bellezza.
Il tizio di Forza Nuova avrà qualche problema in cuor suo (nel suo cuore nero) a dire la stessa cosa del nazifascismo. Chi – sano di mente – può dire che il nazionalismo hitleriano o mussoliniano siano state buone e belle idee? E infatti svicolerà (almeno ufficialmente), dichiarandosi né di destra né di sinistra, e che lui anzi con quelle faccende non c’entra più nulla, e indosserà la camicia bianca, ad indicare la sua verginità e purezza. La purezza della razza. Della patria. Della nazione. Della famiglia. Cose nuove di zecca, naturalmente. Forze e idee nuove.
Però: l’idea del comunismo (bellissima) rimane chiusa in soffitta o in qualche forziere sotto terra, mentre invece le immense cazzate prodotte dal sonno della ragione sono sempre pronte ad infestare le menti e le società.

Le milizie (poco celesti) di San Michele

martedì 29 settembre 2009

San Michele vince il diavolo - Gonzalo Perez XV secSancte Michael Archangele,
defende nos in proelio; contra nequitiam et insidias diaboli esto praesidium.
Imperet illi Deus, supplices deprecamur: tuque,
Princeps militiae caelestis,
Satanam aliosque spiritus malignos,
qui ad perditionem animarum pervagantur in mundo,
divina virtute in infernum detrude.
Amen.

“Credi in Dio e fottitene dei santi” – o qualcosa del genere – era un modo di dire che un mio spiritoso prozio siculo soleva ripetere. In verità, spesso i santi balzano in primo piano, scalzando il loro diretto superiore, soprattutto grazie alla valenza immaginifica e alla loro potenza simbolica. E’ il caso del santo del giorno – oggi 29 settembre – e cioè Michele Arcangelo, con la sua spada dardeggiante.
L’interessante pamphlet di Saverio Ferrari, edito da BFS, e intitolato Le nuove camicie brune, fa riferimento in uno dei suoi capitoli più raccapriccianti proprio a San Michele, simbolo della famigerata Guardia di ferro a lui dedicata e fondata nel 1927 in Romania da un tal Codreanu. Era questi un fervente cattolico nazionalista che intendeva usare la spada del santo a capo delle celesti milizie per “purificare” la sua nazione corrotta, estirpare ebrei, borghesi e comunisti, e restituire così “la Romania ai rumeni”. Per alcuni anni tali legioni imperversarono organizzando persecuzioni, attentati, omicidi politici (anche tra i governanti, che pure se ne servivano) – fino al terrificante pogrom di Bucarest, nel gennaio del 1941, quando centinaia di ebrei vennero riuniti nel macello comunale, sgozzati, scorticati vivi, decapitati ed appesi ai ganci.

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