Posts Tagged ‘fumetti’

Il volto e il corpo dell’altro – 8. Freaks!

sabato 13 maggio 2017

Il tema di stasera rappresenta una vera e propria summa delle tematiche sull’alterità/diversità, quasi una sintesi ideale del percorso fatto quest’anno: il freak – lo “scherzo di natura”, il mostro – rappresenta per antonomasia il più altro tra gli altri, l’alieno che raccoglie in sé le paure più ancestrali. Come vedremo, il vero freak abita nelle zone dell’interiorità, prima che nell’esteriorità del corpo mostruoso (e mostrato/esibito/rappresentato).

Partiamo da tre termini e dalla loro definizione:
Monstrum (dal latino moneo, monere – avvertimento, segno divino)
portento, prodigio, miracolo, cosa incredibile, meravigliosa
ma anche atto mostruoso (nefandezza), essere mostruoso
– ambivalenza del significato, con una successiva caratterizzazione di tipo morale che tende a sovrapporre se non a identificare la stranezza/mostruosità/deformità al male: dal kalòs kagathòs greco (ciò che è bello è anche buono) al rovesciamento cristiano: il brutto e il deforme che puzzano di zolfo, di diabolico, di maligno.

Freak – termine inglese traducibile con capriccio, bizzarria, anomalia, scherzo (di natura), mostruosità, fenomeno,  associato prima ai freak show (gli spettacoli in voga nell’800-900 nei quali venivano esibite creature straordinarie, deformi, bizzarre, mostruose – non solo umane: i cosiddetti “fenomeni da baraccone”), e a partire dagli anni ’60 al movimento contestatario e anticonformista americano (da cui “frichettone”).

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UBERMENSCH A FUMETTI

mercoledì 12 novembre 2008

julia01221

Può sembrare bizzarro o fuori luogo parlare di un fumetto – anzi di un singolo albo di un fumetto – all’interno di un blog filosofico. Ma chi è aduso a leggere queste pagine di certo non si stupirà. Del resto la filosofia si annida ovunque, e poi ho smesso da molto tempo di contrapporre “alto” e “basso” in ambito culturale. Un mio amico superfilosofico sosteneva invece che il fumetto, per sua natura, non può essere filosofico, perché troppo invischiato col mondo delle immagini. Sarà…
L’ultimo numero di Julia (una serie della casa editrice Bonelli, quella di Tex e Dylan Dog) si intitola I superuomini e racconta di un trio di adolescenti il cui leader, Robin, ha fatto di alcuni passi di Nietzsche malamente intesi il proprio “credo”: “l’uomo è un cavo teso tra la bestia e l’oltreuomo, un cavo al di sopra di un abisso“; “il futuro influenza il presente tanto quanto il passato“; “cos’è male? tutto ciò che deriva dalla debolezza“; “bisogna avere in sé il caos... (questa la conoscono tutti ed è scritta dappertutto) – e così via.

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