Posts Tagged ‘gusto’

Ottavo fuoco: la bellezza

giovedì 19 maggio 2016

La-nascita-di-Venere-Botticelli

Avevamo parlato due anni fa dell’arte. Ora è il turno della bellezza, cui inevitabilmente questa rinvia. Ma se l’arte è il fronte oggettivo, visibile, espressivo del mondo estetico, la bellezza ne è lo sfuggente lato soggettivo, legato al gusto e al piacere individuali.
Arte (e natura) si stagliano – sterminati e muti – di fronte a noi, laddove è il sentimento della bellezza in noi a scuoterci. Ma donde viene questo sentimento? Come si è formato? Cos’è?
È questa la domanda – che possiamo volgere anche nella forma classica, e un po’ abusata, del bello in sé o bello per noi: è bello perché ci piace o è bello perché lo è in se stesso?
Già la formulazione di questa domanda richiede un chiarimento terminologico tra piacere e bellezza, ma ci torneremo tra poco.
Cominciamo col dire che i filosofi hanno risposto in modi diversi al quesito, e che solo da un paio di secoli e mezzo è nata quella disciplina filosofica denominata Estetica, che si occupa di bellezza, di gusto, di arte in maniera sistematica, cercando di fare ordine e chiarezza in questo campo, sia a livello percettivo che formale.
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Divaricazione estetica

sabato 6 ottobre 2012

Leggendo qualche giorno fa di quel certo fatterello di cronaca avvenuto a fine agosto, quando un politico lecchese (che se non ho capito male faceva il postino prima di intraprendere una lucrosa carriera politica), parcheggiava la sua Jaguar in zona disabili, e poi tagliava per rappresaglia le gomme al disabile che aveva osato protestare, e poi in preda al panico chiamava il gommista per riparare il danno, e poi dichiarava “c’è di peggio, e comunque è da tre anni che parcheggio lì”, e poi cercava di accreditare la falsa tesi di avere accompagnato lui un disabile – che insomma inanellava un florilegio di cazzate che nemmeno nel teatro dell’assurdo…
…assommandolo a tutta una serie di altri fatterelli di cronaca pullulanti nella variegata e barocca provincia italiana – quella dove il sì di memoria dantesca suona…
…riconnettendo tutto ciò all’era dei fetidi cascami berlusconiani da basso impero che il paese sta vivendo…

[e potrei continuare per righe e righe coi preamboli]

…ebbene, sono arrivato alla conclusione che è una vera e propria divaricazione estetica quella che stanno attraversando il belpaese e i suoi fin troppo miti cittadini. Una divaricazione che non è né destra/sinistra (almeno fosse così!), né città/periferia, né di classe né di ambiente culturale, ma che è molto più frastagliata e composita e che finisce per attraversare anche i singoli. Insomma, non è chiaro dove la linea di demarcazione – la faglia – di tale divergenza estetica passi e attraversi la società. È piuttosto una linea diffusa e polverosa, o meglio porosa. Dunque una non-linea. Ma veniamo al perché parlo di estetica, e non piuttosto, come sarebbe ovvio, di etica o di morale o di senso civico o di politica. Tutto sta ad intendersi sul concetto di estetica, ben più ampio del mero significato di gusto o di percezione sensoriale.
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