Posts Tagged ‘impotenza’

Potenza della filosofia

giovedì 5 gennaio 2012

(Il buon vecchio Emilio Agazzi, un professore marxista che ebbi la fortuna di seguire per qualche anno all’Università Statale di Milano,  recitò una volta, durante una lezione, la filastrocca in voga ai suoi tempi di studente, e forse anche ai tempi di Aristotele: la filosofia è quella cosa con la quale o senza la quale tutto rimane tale e quale).

Bisognerebbe preliminarmente intendersi sul concetto di potenza, piuttosto stratificato e ambiguo.
È potenza la passività di un ente o di una mente, nel farsi soggiogare da ciò che le è esterno.
È potenza questo esterno, somma di forze incontrollabili e sovrastanti – potenza della natura, si suol dire.
È potenza la dis-posizione dell’ente o della mente a mutare, a cambiare forma o contenuto. A diventare quell’altro-da-sé che è già in-sé. È potenza la possibilità – dynamis, divenire ciò che è possibile divenire.
Le facoltà e le virtù sono pura potentia – conatus esistenziale che si realizza in una data forma di vita.
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Trilogia del lato oscuro – 2. Il male

martedì 2 febbraio 2010

Nord Salento. Per oltre un  anno un tredicenne è stato sistematicamente violentato, tormentato, perseguitato, minacciato di morte da un gruppo di sei ragazzi tra i 14 e i 17 anni, un ventunenne e un adulto di 56 anni.

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Pistoia. Le due lavoratrici dell’asilo nido picchiavano, maltrattavano, urlavano, ingozzavano, afferravano per i capelli e chiudevano negli armadi i bambini loro affidati  – che in alcuni casi avevano 8-10 mesi.

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Se volete vedere la malvagità umana in tutta la sua purezza, ingegnosità e disinvoltura, la troverete in uno shuttlebox. E’ uno strumento di tortura inventato da R. Solomon, L. Kamin, e L. Wynne, psicologi di Harvard… Io credo che  in quegli esperimenti si possa vedere un istruttivo distillato della malvagità umana.

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Ho sempre cercato di rigettare il concetto di male, o per meglio dire la sua connotazione metafisica e sostanzialistica. Si tratti di fenomeni storici complessi come il nazismo, dei ricorrenti genocidi o delle innumerevoli guerre, oppure dell’ultimo atroce fatto di cronaca nera, come i due riportati sopra – tendo sempre a cercare spiegazioni, cause, motivi, e ad inquadrare i fenomeni entro una cornice di leggibilità e determinabilità razionale. Certo, esistono fatti nefandi, persone che commettono azioni malvagie, ma ammettere qualcosa come il male in sé, il male assoluto, mi disturba.

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