Toccato dall’ignoto

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Sono periodicamente investito dalla potenza di certi attacchi (sinfonici e letterari, soprattutto), molto più che dalle conclusioni delle opere che in quegli incipit vengono annunciate.
Potenza dell’inizio e dello sboccio di qualcosa di nuovo e inaudito.
Da sempre mi propongo di compilare un catalogo, una raccolta di quegli inizi – e magari prima o poi lo farò.
Stamane sono rimasto folgorato da quello di Massa e potere di Elias Canetti. Sentite qua:

«Nulla l’uomo teme di più che essere toccato dall’ignoto».

E già questo sarebbe più che sufficiente per qualificarlo come uno dei più potenti attacchi della storia della scrittura. Ma poi prosegue:

«Vogliamo vedere ciò che si protende dietro di noi: vogliamo conoscerlo o almeno classificarlo. Dovunque, l’uomo evita d’essere toccato da ciò che gli è estraneo. Di notte o in qualsiasi tenebra il timore suscitato dall’essere toccati inaspettatamente può crescere fino al panico. Neppure i vestiti garantiscono sufficiente sicurezza; è talmente facile strapparli, e penetrare fino alla carne nuda, liscia, indifesa dell’aggredito».

In poche righe, una summa antropologica straordinaria, che, appunto, ti penetra fino alla carne nuda…