Posts Tagged ‘indignazione’

Le pudenda del re e gli umori elettorali

martedì 24 Mag 2011

Pur astenendomi da ogni pronostico sull’esito della prossima tornata elettorale, non posso non registrare un certo cambiamento umorale nel corpo sociale (ammesso che questo sia riducibile al “corpo elettorale”). Non si tratta ancora della svolta definitiva, né di quella scossa che ci libererà una volta per tutte dal berlusconismo (che può peraltro sopravvivere benissimo al suo autore, così come era sorto già prima del suo avvento al potere). Ma certo qualcosa si è irreversibilmente incrinato.
Ho usato il termine “umorale” non a caso, poiché non si intravvedono ancora esiti politici (per lo meno nelle forme tradizionali) dell’attuale crisi – una crisi ormai pluridecennale che si è innestata alla crisi epocale della rappresentanza e della forma politica – né si è costituita all’orizzonte un’alternativa chiara e decente (e non mi sogno di parlare di “progetti di lungo periodo”); limitarsi d’altro canto a sostenere che qualsiasi cosa sia meglio dell’attuale governo (il peggiore da Mussolini in poi), non mi pare sia una risposta seria. Né la pasticciatissima politica del Pd, né i movimenti più virtuali che reali da Grillo al popolo viola, e nemmeno ancora una faticosa ricostruzione a sinistra dei cocci di un ventennio di disfacimento, sono all’altezza dei bisogni urgenti di questo derelitto paese: un programma di rifondazione di se stesso e del suo senso collettivo, che richiedono ben altro. Ma altro, per ora, non c’è. E di ben, manco a parlarne. Forse, però, un colpo d’arresto al processo di decomposizione è arrivato. E lo si vede, appunto, dagli umori elettorali.

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Catalogo delle passioni – Dell’indignazione e della vergogna

venerdì 28 gennaio 2011

Leggo e sento molto parlare in questi giorni di indignazione.
Indignez-vous è il titolo di un pamphlet scritto da un vecchio partigiano francese, Stéphane Hessel, che in poche settimane è diventato un best-seller.
Notisti, osservatori e sociologi si chiedono come mai il popolo italiano non si indigni di fronte allo squallore e all’indecenza della sua classe politica (anche se alcuni segmenti sociali – dagli studenti ai lavoratori – hanno provato ad alzare la testa).
Indignation è il titolo di uno dei più bei romanzi di Philip Roth (ne avevo parlato qui).
In compenso, senza alcun bisogno di spunti letterari o di guide intellettuali, le masse popolari di molti paesi che si affacciano sul Mediterraneo sono parecchio indignate.

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Berluskocrate

sabato 22 gennaio 2011

Leggo e ascolto in questi giorni – anche se distrattamente – analisi varie sulla resistenza ad indignarsi da parte degli italiani a proposito del loro amorale presidente del consiglio. A parte l’antico familismo altrettanto amorale di tanta parte del belpaese (insieme a un bel po’ di ipocrisia gesuitico-papista), mi è inavvertitamente passata per la testa una iperbolica ed irriverente spiegazione di tale deprecabile italico immobilismo.
Sentite un po’ qua: in realtà gli italiani nella stragrande maggioranza non s’indignano, poiché riconoscono nel loro attuale ducetto (come già nel precedente) un immorale ed anarcoindividualista novello Socrate. Tesi strampalata, direte voi. Eppure, provate a cimentarvi in qualche paragone…

A Socrate piacevano i “giovinetti”. A Berlusconi pure (vabbé, “giovinette”, ma sempre di carne fresca si tratta).
Socrate partecipava molto volentieri ai simposi. Anche il festaiolo Berlusconi non ne perde uno.
Socrate venne accusato di avere corrotto i giovani ateniesi. Berlusconi ha fatto molto di più: ha corrotto un intero paese.
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