Posts Tagged ‘individuo’

1/6750000000: l’infimo, il narciso e il colosso

venerdì 10 luglio 2009

francisco_goya_colosso

Non avevo ancora vent’anni quando pieno di speranze e di buone intenzioni partecipai al mio primo corteo “internazionalista”, a sostegno della Rivoluzione Sandinista

Qualche giorno fa, l’amico Andrea mi sollecitava ad intervenire sui recenti fatti iraniani. Ciò che scrivo qui non è proprio una risposta, dato che – al di là della generica e dovuta solidarietà con il movimento di protesta – parte da quella richiesta per provare a porre la “questione internazionale” sotto un’altra luce, quella cioè della biografia e dei destini personali. Nulla di più lontano e divaricato si dirà – le sorti del mondo da una parte, la piccola e miserevole vita di un individuo dall’altra (qualcosa come 1:6.750.000.000, volendo considerare tutti gli abitanti umani del pianeta alla stessa stregua, cosa che purtroppo non è).
Ma è proprio la presa di coscienza di un distacco apparentemente incolmabile a dover costituire la misura o la base di partenza per una qualche considerazione sensata su questo argomento (similmente lo si potrebbe fare per le distanze siderali dell’universo o per le immense distese temporali che ci hanno preceduto). Un io piccino piccino – che è fondamentalmente un io predeterminato e preconfezionato, che però ha l’ardire di ritenersi quantomai originale – di fronte a strutture macroscopiche che lo sovradeterminano. Entro una catena causale piuttosto ferrea: dalle amministrazioni locali, passando per le leggi di uno stato e la sua forza coercitiva fino alle convenzioni internazionali o ai reali poteri economici con tutta la coorte dei pupazzi del G8 (o G14 o G20 o GX, non si è ben capito), compresi gli eventuali (quanto rari) sommovimenti e rivoluzioni della storia – tutto converge nell’estremizzare quella dicotomia.
Dunque, mi verrebbe da chiedere, cosa contano le mie osservazioni o analisi o prese di posizioni su quel che va accadendo in Iran, nella già martoriata L’Aquila in questi giorni, in Palestina (da 60 anni a questa parte), in Honduras, nello Xinjuang Uygur (la cartina della Cina che tengo qui ben in vista sopra al mio scrittoio dice così), o in qualsiasi altro luogo della Terra? Anche perché, a rigore, dovrei occuparmi di tutti i luoghi contemporaneamente e a lungo, con rigore, lucidità e profondità, e non in modo così approssimativo e schizofrenico. Impossibile, si risponderà. Infatti.

(more…)