Posts Tagged ‘kairos’

Meritare la propria nascita

martedì 12 settembre 2017

«Vivere almeno quanto basta per conoscere tutti i costumi e le vicende degli uomini; recuperare tutta la vita trascorsa, perché quella ulteriore è vietata; raccogliere se stessi prima di dissolversi; meritare la propria nascita; riflettere sui sacrifici che ogni respiro costa agli altri; non glorificare il dolore, sebbene si viva di esso; tenere per sé soltanto ciò che non si può trasmettere, finché non sia maturo per gli altri e non si trasmetta da sé; odiare la morte di chiunque come la propria, far pace una buona volta con tutto, mai con la morte».

Questo brano da La provincia di un uomo di Elias Canetti, riportato anche nella recente raccolta Il libro contro la morte (lo si trova a pagina 30, negli scritti risalenti al 1943), è uno straordinario manifesto etico-politico (più etico che politico) vitalista ed antimortifero, scritto in piena epoca mortifera, che credo valga più oggi di ieri. Non si limita a “vietare il nichilismo” e a combattere la morte e il dolore, ma dice anche in maniera essenziale che cosa occorre fare della propria vita: innanzitutto meritarsela; poi correlarla agli altri (a tutti gli altri), o meglio: ricordarsi di una correlazione data ab origine, ontologicamente costituita; farne fruttare ogni respiro – visto il costo immane che ha, anche in termini di altre vite (ma l’eterotrofia non è una scelta); eliminare ogni ansia di accumulo, sia essa materiale che spirituale; fare di se stessi un ente kairetico, unico, speciale – in antitesi alla morte omologante; per non parlare di quel raccogliere se stessi prima di dissolversi – laddove oggi c’è chi vive dissolto e chi muore per dissolvere le altrui vite… c’è da meditare per giorni e giorni, per epoche, solo su queste poche parole.

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Disseccantesi emozionalità

venerdì 31 maggio 2013

germoglio

«Così nasce la filosofia, creatura troppo composita e mediata per racchiudere in sé nuove possibilità di vita ascendente. Le spegne la scrittura, essenziale a questa nascita. E l’emozionalità, a un tempo dialettica e retorica, che ancora vibra in Platone, è destinata a disseccarsi in un breve volgere di tempo, a sedimentarsi e cristallizzarsi nello spirito sistematico.
Abbiamo inteso in senso stretto di dare un quadro della nascita della filosofia. Nel momento stesso in cui la filosofia nasce, noi qui l’abbandoniamo. Ma quello che ci premeva di suggerire è che quanto precede la filosofia, il tronco per cui la tradizione usa il nome di «sapienza» e da cui esce questo virgulto presto intristito, è per noi, remotissimi discendenti – secondo una paradossale inversione dei tempi – più vitale della filosofia stessa».

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