Posts Tagged ‘labirinto’

La biblioteca-labirinto

lunedì 22 ottobre 2018

C’è questa meravigliosa storia che non conoscevo, e che ho appreso leggendo Il tempo degli stregoni, bel libro biografico di Wolfram Eilenberger sui 4 più importanti filosofi di area tedesca negli anni ’20 (Benjamin, Cassirer, Heidegger e Wittgenstein). Come sempre succede, ogni bel libro trasuda più d’una storia, che rinvia a un’altra e a un’altra ancora – che è poi l’essenza di questa biblioteca magica.
Dunque, un tal Aby Warburg, esperto di arte rinascimentale, decide di rinunciare alla direzione del cospicuo patrimonio di famiglia per dedicarsi alla cultura, e ponendo però come condizione quella della possibilità di fondare una biblioteca ad Amburgo.
Ma non si tratterà di una biblioteca qualunque, bensì della realizzazione di un preciso progetto mentale e di un’idea: quella del labirinto. Una biblioteca-labirinto (che tanto sarebbe piaciuta a Borges), a partire da alcune parole chiave, per la precisione 4: Azione, Orientamento, Parola, Lingua. Niente Dewey, niente ordine alfabetico – ma l’invito al lettore a costruirsi all’interno degli scaffali (ovviamente aperti, cosa anch’essa piuttosto innovativa per l’epoca) il proprio percorso di lettura e di scoperta del sapere, o meglio dei saperi. Visto che anche la scelta della collezione è piuttosto insolita, quando non bizzarra: non solo arte, filosofia, poesia ma anche superstizione, magia, alchimia, scongiuri, preghiere, erotismo, etnologia… Si parte cioè dall’idea del “buon vicinato” delle materie – che è esattamente la prossimità di ogni cosa ad ogni cosa, il garbuglio della storia della coscienza e dei simboli umani. La biblioteca cerca cioè di riprodurre questo disordine antropologico, senza suggerire catalogazioni o ordini stringenti e pregiudizievoli ad una comprensione larga, lasciando al visitatore curioso di immergersi nel proprio inconscio e di trovare da sé il filo dei significati (onto e filogenesi, se si vuole).
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Labirinti imbarazzanti

venerdì 1 novembre 2013

Labyrinth_labirinto

«Ci sono due labirinti famosi, nei quali la nostra ragione assai spesso si smarrisce: uno riguarda il grande problema di ciò che è libero e di ciò che è necessario, soprattutto in rapporto alla produzione e all’origine del male; l’altro consiste nella discussione della continuità e degli indivisibili, che sembrano esserne gli elementi, discussione nella quale deve entrare la considerazione dell’infinito. Il primo labirinto imbarazza pressoché tutto il genere umano, il secondo mette alla prova soltanto i filosofi».
[Leibniz, Scritti filosofici, vol. III]

Straniati e labirintici

giovedì 14 marzo 2013

9591320-sfondo-labirinto-labirinto-con-il-centro-della-sfera

Gli/le insegnanti sanno bene come sia pressoché impossibile ottenere il silenzio a scuola. E ci si sono assuefatti, alzando tra l’altro loro stessi il volume della voce di quel tot di decibel in più, senza nemmeno rendersene conto.
Eppure l’altro giorno la mia quinta filosofica ha dato una straordinaria prova di crederci davvero, in quel minuto di silenzio e di concentrazione con cui son solito aprire gli incontri. Il rumore di fondo della scuola – che credo permanga persino durante le vacanze estive, da quanto è connaturato con le sue strutture – si è come dissolto: davvero non volava una mosca, e persino la mente di F. – il guastatore (figura che non manca mai) che finge di non partecipare e di farsi gli affari suoi – è rimasta impigliata in quel minuto di epoché.
Bene, ora possiamo cominciare.
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