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Ratio

mercoledì 23 marzo 2011

Solo nei videogiochi
si possono distruggere gli armamenti

senza toccare gli esseri umani.
(T. Todorov)

Il Guernica di Picasso denuncia universalmente una ratio – il lume della ragione – spenta per sempre dalla guerra. Anche Goya ci aveva parlato dei mostri che il sonno della ragione genera, e aveva denunciato i disastri della guerra. Eppure se è vera la celebre definizione di Clausewitz che “la guerra non è che la continuazione della politica con altri mezzi“, pare proprio che la ragione non possa essere espunta dagli scenari bellici, anche perché – prosegue Clausewitz – “la guerra è un atto di violenza il cui scopo è di forzare l’avversario a eseguire la nostra volontà“. A voler poi seguire la lezione hegeliana, lo Stato giunge nella guerra nientemeno che “alla più alta coscienza di se stesso”. Massima ratio, dunque!

Ma la domanda da farsi è se oggi davvero si può pensare che la politica – internazionale o nazionale che sia – abbia davvero una ratio definita e riconoscibile. Certo, le sue azioni e i suoi effetti risultano ancora decodificabili attraverso gli schemi della vecchia logica di potenza (che è poi quella forzosità volitiva di cui parla Clausewitz – a sua volta riducibile all’antica legge di Trasimaco, quella secondo cui forza e legalità si tengono): un dispiegamento di potenza, di violenza, di bios allo stato puro, ma con una sua logica, appunto.

Ora, io faccio fatica ad applicare la categoria di ratio al conflitto in corso in Libia. (more…)

Amletismi – 7

sabato 19 marzo 2011

Appoggiare i bombardamenti umanitari in Libia coordinati dal neocolonialista Sarkozy, con il sostegno del governo italiano passato senza soluzione di continuità dal baciamano ad un neointerventismo che ricorda altri tempi?
Certo che no.
Appoggiare gli insorti e il processo rivoluzionario in atto?
Certo che sì. Ma chi va a combattere al loro fianco?
Tertium? Datur: un tempo si sarebbe chiamato appeasement. Acquiescenza – che potrebbe voler dire non scegliere se far massacrare da Gheddafi la popolazione di Bengasi o se far massacrare dal fronte interventista un po’ di civili innocenti dall’altra parte…