Posts Tagged ‘logica’

Quel “che” muto e indecifrabile

venerdì 28 settembre 2018

Raramente s’è qui parlato di Ludwig Wittgenstein, filosofo ostico, o, per meglio dire, filosofo distruttore della filosofia, a voler prendere seriamente la pagina di prefazione al suo Tractatus logico-philosophicus: «il libro tratta i problemi filosofici e mostra – credo – che la formulazione di questi problemi si fonda sul fraintendimento della logica del nostro linguaggio».
Frase cui fa seguito la più enigmatica delle sentenze novecentesche:

e su ciò, di cui non si può parlare, si deve tacere

– con la quale il saggio, poi, si chiuderà. L’analisi chiarificatrice di Wittgenstein si muove quindi all’interno del dicibile (che è zona logica), all’interno cioè del mondo inteso come totalità di fatti – e di speculari proposizioni linguistiche che li rappresentano, espungendo ciò che dicibile non è, e che però è la materia oscura che più brucia in ciò che è essenzialmente filosofico.
La conclusione della prefazione chiarisce bene questo punto, nell’indicare un po’ protervamente (ma a ragione, vista la potenza logica della mente dell’autore) intangibile e definitiva la verità dei pensieri qui comunicati – l’espressione “comunicati”, così compassata e distante, sembra sottintendere qualcosa come “io ve lo dico, poi fate un po’ quel che vi pare” (pur sapendo che quel “voi” cui il Tractatus si rivolge saranno sì e no un pugno di accademici, peraltro quasi sempre ostili o beatamente indifferenti).
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I detriti e lo sfondo

giovedì 6 gennaio 2011

Seba (il cui vero nome è Sebastiano) ha nove anni ed è il figlio della mia amica Chiara, filosofa, ex-contadina e ora libraia. Lo ha tirato su, insieme al fratello di un anno più grande, nella campagna marchigiana, tra mare e collina, senza televisione, in maniera roussoianamente sauvage. Il 31 dicembre, giusto per non perdere la mia abitudine a filosofare con i bambini, ho avuto con lui, durante una terribile cena cinese, una amabile chiacchierata sul concetto di nulla. La madre dice che ha una buona propensione per le cose logico-matematiche, io la prendo sul serio e provo a saggiarne le capacità deduttivo-ontologiche.
-Che cos’è il nulla? – gli chiedo mentre cerco di capire se nelle verdure saltate che mi hanno appena servito siano nascosti dei cadaveri.
Seba ridacchia, e alla fine mi risponde che è una parola – visto che abbiamo appena convenuto che il nulla non può esistere. E se proprio esiste, esiste solo nella nostra bocca – così si spinge a dire.
Ci lanciamo poi in un piccolo gioco sulla catena causale. Sull’inizio (ed eventualmente la fine) di tutte le cose. Se è vero che le cose non possono iniziare dal nulla, da dove saltano fuori? prima del loro inizio doveva pur esserci qualcosa.
-Sì – dice tranquillamente – c’erano dei detriti. (more…)