Posts Tagged ‘lucciole’

Psicosofie estive – 4. L’ombra della verditudine

giovedì 11 luglio 2013

Sorpresa!_Henri_Rousseau

È dai tempi in cui lessi con furore ed avidità Cormac McCarthy che non provavo, leggendo un romanzo, quel che ho provato con La lucina di Antonio Moresco. Commozione ed un’immensa, consapevole, e quasi cosmica, tristezza. So che il mio Spinoza non approverebbe, e nemmeno un bel po’ di filosofi portati a pensare che tutto sommato tutto-ciò-che-è è ben fatto e ben disposto.
Ma quando cammino immerso nella verditudine, colpito dai raggi del sole e inebriato dal ronzare della vita attorno a me, non posso non pensare che proprio il cuore pulsante di quella vita è fatta di orrore, non solo di bellezza.
E allora mi domando, con Moresco:
«Perché c’è tutto questo sottobosco cattivo… che cerca di avviluppare e di cancellare e di soffocare gli alberi più grandi? Perché tutta questa misera e disperata ferocia che sfigura ogni cosa? Perché tutto questo brulicare di corpi che cercano di prosciugare gli altri corpi suggendoli con le loro mille e mille scatenate radici e le loro piccole, forsennate ventose, per dirottarne su di sé la potenza chimica, per creare nuovi fronti vegetali in grado di annientare tutto, di massacrare tutto? Dove posso andare per non vedere più questo scempio, questa irreparabile e cieca torsione che hanno chiamato vita?».
E questo è solo il fronte vegetale, che a noi di solito appare più mite e gentile… figuriamoci il fronte animale o quello umano.

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Meritarsi le lucciole

sabato 10 luglio 2010

Il cielo stellato sopra di me
e la legge morale dentro di me

(I. Kant)

La bellezza fa spesso capolino, ci passa accanto ogni giorno, talvolta ci sguazza attorno e ci sovrasta, e noi manco ce ne accorgiamo.  Forse non ce la meritiamo. Lei si mostra generosa, persino procace, mentre noi rimaniamo inerti e incasellati nelle nostre ore dense di impegni, cose e affanni.
Oppure non è così, e quella che chiamiamo “bellezza” è in realtà un concetto ambiguo, solo una chimera, un abbaglio; o magari la sensazione fugace di una perdita irreparabile. Un nòstos del tutto precluso.
Ma ecco che cosa può succedere in una qualsiasi sera d’estate…

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