Posts Tagged ‘magia’

Filosofi, maghi, deboli e prepotenti

lunedì 9 marzo 2015

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«Ci sono fondati motivi per credere, anzitutto in base agli insegnamenti della storia, che realtà e verità siano sempre state la tutela dei deboli contro le prepotenze dei forti. Se viceversa un filosofo dice che “la cosiddetta ‘verità’ è una questione di potere” perché fa il filosofo invece che il mago?».

[Maurizio Ferraris, Manifesto del nuovo realismo]

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Camaleontiche creature

domenica 24 febbraio 2013

camaleonte

(riposiamoci un po’ dalle noiosissime fatiche mondano-elettorali, ed eleviamo lo sguardo ed il pensiero alle superne rote…)

Avevo spesso sentito parlare del De hominis dignitate di Giovanni Pico della Mirandola, citato in saggi, manuali e conferenze come uno dei documenti fondamentali dell’umanesimo, segno di una svolta epocale nella mentalità del tempo a proposito del posto degli umani nel mondo, ma non mi era ancora capitato di leggerlo. Una sua recente ripubblicazione, con testo a fronte, a cura delle Edizioni della Normale, me ne ha dato finalmente l’opportunità.
L’occasione per cui venne scritto non è meno interessante del suo contenuto, dato che si trattava nientemeno che del primo congresso filosofico mondiale (!), organizzato dallo stesso autore, che si sarebbe dovuto tenere a Roma nel 1487, ma che saltò a causa di alcune (prevedibili) reprimende delle istituzioni ecclesiastiche. Pico – giovane filosofo  eruditissimo e brillante, che aveva scritto ben 900 tesi nelle quali tentava una funambolica conciliazione di tutto il sapere umano (teologico, esoterico, filosofico, qabbalistico) – si rivolge ai “padri” (cioè ai vecchi bacucchi sapientoni) con una orazione introduttiva, che sarebbe poi stata stampata come testo a sé stante nel 1496 e che – immagino al di là dell’intenzione dell’autore – sarebbe diventato ben più celebre dei suoi tentativi sincretistici e totalizzanti.
Ma scorriamolo brevemente, questo piccolo gioiello della letteratura umanistica…

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Incantamenti

giovedì 14 aprile 2011

«Questa follia fa parte della magia del capitale.
Sbaglia Max Weber!
La società del capitale è tutt’altro che disincantata!
Io, da parte mia, ho sempre fortemente sottolineato gli elementi magici che la caratterizzano.
E’ questa società che ha sottomesso le forze naturali, ha inventato macchine, ha applicato la chimica all’industria e all’agricoltura (e, ahimé, alla guerra) e ha fatto sorgere quasi per sortilegio (hervorgestampfte) intere popolazioni dal suolo.
[…] Alla fiaba dello spettro del comunismo (dem Marchen vom Genspenst des Kommunismus) io oppongo la realtà della stregoneria del capitale e del non/uomo che ha scatenato eventi ed elementi che non riesce più a controllare».

Fa una certa impressione rileggere oggi, dopo la catastrofe di Fukushima, questa pagina del Faust e Marx di Luciano Parinetto, risalente ad oltre vent’anni fa, soprattutto se si pensa che venne scritta a ridosso di un’altra grande catastrofe tecnonucleare, quella di Chernobyl, che evidentemente poco ha insegnato agli apologeti delle magnifiche sorti e progressive del capitale. Ma era sulla questione dell’incantamento che volevo puntare maggiormente l’attenzione.

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