Posts Tagged ‘maschilismo’

Violenza di genere e femminicidi politici

giovedì 14 gennaio 2016

Attendevo che fosse una donna a dire parole sensate sui fatti di Colonia e dintorni. Queste parole – dell’amica filosofa femminista Nicoletta Poidimani – puntano il dito sulla questione nella sua interezza: “questione maschile” (che è globale e transculturale) e “questione kurda” (nello specifico del conflitto mediorientale in corso), sono i grandi rimossi su cui riaccendere il lume della critica e della lotta politica.

«La violenza di genere ha sempre una valenza politica, dal mio punto di vista, poiché è uno strumento utilizzato per perpetuare il secolare dominio del genere maschile sulle donne. Poco conta se questo uso sia sempre consapevole o sia frutto di una mentalità che inferiorizza le donne fino a renderle proprietà maschile, dunque schiave dell’uomo. È un dato di fatto storicizzabile, da combattere alla radice…»

L’intero articolo si trova a questa pagina:

http://www.nicolettapoidimani.it/?p=1065

 

Amletismi – 4

venerdì 5 novembre 2010

Donne maltrattate, stuprate, conculcate, recluse, uccise, perseguitate, controllate, represse, illuse, ridicolizzate, colonizzate, reificate, mercificate, ri-fatte, plastificate, sessualizzate, infantilizzate, omologate, disumanizzate…
che dovrebbero forse, per reazione psicofisica uguale e contraria: maltrattare, stuprare, conculcare, recludere, uccidere, perseguitare, controllare, reprimere, illudere, ridicolizzare, colonizzare, reificare, mercificare, ri-fare, plastificare, sessualizzare, infantilizzare, omologare, disumanizzare i loro (quasi sempre maschi) carnefici?
Come fuoriuscire dalla logica del mimetismo mortifero e autodistruttivo?
E’ ancora pensabile una radicale diversità antropologica di genere?

Viseità e labbra cucite

mercoledì 26 Mag 2010

Donne con labbra cucite, come quelle di Najova, segregata nel Cie-lager di Bologna.

Donne con labbra siliconate, come quelle dei tele-visi modificati, denunciati da Lorella Zanardo.

“Dei quarantacinque muscoli facciali, a parte quelli necessari per masticare, baciare, odorare, soffiare, tutti gli altri servono per esprimere emozioni. Più articolato e complesso sarà il carattere, intendendo per carattere la nostra essenza più profonda, più individuale sarà l’espressione del volto. Cosa stanno nascondendo questi volti? […] Il volto esprime la nostra autenticità. Anzitutto, c’è la sua esposizione diretta, senza difesa, nella quale appare la sua nudità dignitosa. E’ proprio il volto che inizia e rende possibile ogni discorso ed è il presupposto di tutte le relazioni umane. […]
Il volto dell’Altro, dunque, mi coinvolge, mi pone in questione, mi rende immediatamente responsabile. La faccia umana reca un messaggio: vulnerabilità assoluta. Ed è per questo motivo che viene camuffata, nascosta, decorata, modificata chirurgicamente? […]
La vulnerabilità è però il maggior fascino del volto. Pier Paolo Pasolini aveva capito in anticipo che la televisione stava per distruggere la poetica potenzialmente espressa dal volto umano. Pasolini aveva un senso acuto della realtà del volto umano, come luogo d’incontro di energie ineffabili che esplodono nell’espressione, cioè in qualche cosa di asimmetrico, di individuale, di impuro, di composito, insomma il contrario del tipico.
Che ne è del volto delle donne? E del femminile espresso da ogni volto nella sua unicità?”

Sputiamo sui farisei!

venerdì 16 aprile 2010

“Quindi si deve rendere infelice l’uomo” – questa è stata in ogni tempo la logica del prete.
(F. Nietzsche, L’Anticristo)

Ma se qualcuno scandalizzasse uno di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina da asino
e venisse sommerso nel fondo del mare.

(Matteo 18,6)

Mi viene il voltastomaco, fisico prima ancora che mentale, ogni volta che leggo qualche dichiarazione di un alto prelato a proposito di pedofilia, omosessualità, eros, corpi, “perversioni” e sessualità in genere. Sono come delle tossine che mi entrano in circolo e che poi devo in qualche modo smaltire. Evidentemente non ho ancora raggiunto la beatitudine stoica e la libertà dalle passioni. E dunque m’incazzo, divento furente, e vorrei solo espellere e vomitare  il veleno prodotto in me da quei batteri tossici (se sapessi farlo sputerei anche fisicamente su tutti i sepolcri imbiancati in circolazione, ma non ho questa graziosa abitudine) – prima ancora che ragionare e discettare, non certo con quei figuri, visto che di solito si ergono su altissimi piedistalli (ben poco cristiani) che prima o poi crolleranno rovinosamente.

Da ex-cristiano scristianizzato (senza però la garanzia del 100%), un po’ mi dispiace per i cristiani-cristiani, quelli che ci credono davvero, che si impegnano nel volontariato, che accolgono gli immigrati, che coltivano l’amore del prossimo, eccetera eccetera. Però, se quanto prima non si liberano dell’ondata di ipocrisia che li sommerge (ormai un diluvio universale, in caduta libera dall’alto dei cieli vaticani), la loro bella triade fede-carità-speranza verrà inesorabilmente risucchiata, come in un buco nero, dall’imminente (ed auspicabile) crollo della disgustosa gerarchia ecclesiastica.

(more…)

La questione maschile bis

martedì 20 ottobre 2009

A metà tra il divertito e il seriamente preoccupato per le reazioni a dir poco irritate (e in qualche caso francamente ridicole) di alcuni maschietti al mio precedente post sull’argomento, rilancio con la proposizione di un video che da tempo circola in rete, e che sicuramente molte e (spero) molti hanno già visto. Il corpo delle donne (visibile per intero all’interno del blog omonimo) è un sonoro schiaffone dato simultaneamente agli uomini e alle donne. Ad entrambi i generi in quanto colpevoli, seppure in diversa misura, correi e complici, anche con il silenzio. Va da sè che quando parlo di “uomini” e “donne” sto designando categorie che, data la loro generalità, rischiano di non voler dire nulla. Ma il punto è proprio questo: il rapporto tra categorie, tra la loro produzione storica e i singoli (cui magari, nonostante ne siano il prodotto, quelle categorie stanno strette).
Ma restringiamo il campo (anche se la televisione è uno degli enti condizionatori di massa più incisivi e invasivi della nostra epoca). Il documentario in questione (che è fatto da una donna, Lorella Zanardo, e da un uomo, Marco Malfi Chindemi), in poco più di venti minuti riesce a dar conto in modo esaustivo  della rappresentazione televisiva ed essenzialmente pornografica della donna, sottolineando in particolare i seguenti aspetti:

(more…)

La questione maschile

mercoledì 13 Mag 2009

Macho

Piuttosto nauseato dal fetore machista che esala sempre più forte dalle stanze del potere – stanze che assomigliano ormai a corti-postriboli e a lupanari d’altri tempi -, stavo pensando l’altro giorno che in realtà non c’è in Italia (né più in generale nelle società maschiliste del pianeta) una questione femminile; la vera questione aperta – direi anzi una ferita purulenta – è semmai quella maschile. Cioè: sono i maschi, praticamente tutti, che non hanno fatto davvero i conti con la rivoluzione antropologica inaugurata nel secolo scorso dai movimenti delle donne. Non è solo la pratica odiosa e quotidiana dello stupro – reale o simbolico che sia – a ricordarcelo. I maschi della specie non si sono cioè accorti che le strutture antropologiche e mentali che li hanno costituiti in quanto tali sono tutte sotto scacco, sottoposte a revisione critica radicale.
Eppure la sacrosanta e necessaria messa in discussione del loro ruolo e potere da parte dei soggetti storicamente conculcati e sottomessi, sembra solo averli sfiorati di striscio. Basterebbe andare ad analizzare il loro (nostro) linguaggio medio, la concezione del sesso e della corporeità, dei ruoli di genere e delle relazioni affettive per averne ampia conferma. I maschi non stanno capendo proprio un cazzo!

(more…)

Fermare il femminicidio

giovedì 5 febbraio 2009

manifestazione

manifestazione contro la violenza 24 nov

scritta3

———————————————————————————————–

Da tempo vorrei scrivere quel che penso sul femminicidio in corso, sulla guerra transnazionale e transculturale che il patriarcato continua imperterrito a condurre contro le donne; una guerra che viene utilizzata anche in funzione delle campagne mediatiche e securitarie, orchestrate a comando e atte soltanto a creare un clima di terrore che non scardina di un millimetro quel sistema di potere, ed anzi genera più spesso un clima ancor più maschilista e militarista, con il corollario etnico-nazionalista sottaciuto ma chiarissimo che recita “le nostre donne ce le stupriamo noi”.

E’ questo un tema da cui la filosofia ufficiale si mantiene vergognosamente a distanza; e così ho pensato che sarebbe stato opportuno, come primo atto di una riflessione che vorrei inaugurare sul blog, pubblicare un documento elaborato dal collettivo femminista separatista milanese Maistat@zitt@, gentilmente suggeritomi dalla mia amica filosofa Nicoletta Poidimani, che di quell’esperienza è protagonista pensante e militante. Il dossier era seguito all’imponente manifestazione nazionale contro la violenza maschile sulle donne, svoltasi a Roma il 24 novembre 2007, e rappresenta ad oggi, a mio parere, l’analisi teorico-pratica più avanzata interna al movimento. Vi si legge nelle prime pagine:

“…E niente uomini in corteo, o almeno nello spezzone di apertura: perché la violenza degli uomini sulle donne non è neutra, non ha passaporto, non ha bandiere, e i responsabili vanno nominati nel genere a cui appartengono. Che gli uomini lavorino e pensino, ed elaborino a loro volta una lotta contro l’aberrante mentalità di repressione e dominio che sottende al femminicidio.

(more…)