Posts Tagged ‘microcosmo’

Tris cinefilosofico – 3. L’ontologia di Malick

lunedì 1 aprile 2013

tree-of-life-gustav-klimt

Il problema di The Tree of Life, forse il più importante film di Terrence Malick, è che siamo al limite dell’incommentabilità, tanto è ricolmo di cose, di concetti, di suggestioni (oltre che di visioni), sia in termini strettamente estetici (citazioni letterarie e pittoriche, prestiti cinematografici, uso della musica, ecc.) che filosofici. E ciò nonostante (o proprio grazie alla) scarna essenzialità della trama. Trama è detto qui in senso apicale, non banale – poiché di tessitura del cosmo si tratta, e del rapporto tra micro e macrocosmo. Una trama che nel nostro caso si appalesa nel destino di una delle tante famiglie dell’umana avventura (con annessi conflitti e tragedie secondo schemi classici: il padre e la madre, la physis e il nòmos, l’amore e l’odio, il conflitto verticale ed orizzontale, la morte), vicende ricorrenti che a sua volta intramano il mondo, e di cui in verità il mondo (l’essere) ben poco si cura.
Ed è proprio da qui che forse si deve partire, dalla domanda metafisica essenziale (altrimenti non si capisce perché dedicare mezz’ora di film alla cosmologia e alla paleontologia, confezionate ovviamente con immagini di straordinaria poeticità): che relazione c’è fra le trame degli umani e le trame ontologiche?
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Camaleontiche creature

domenica 24 febbraio 2013

camaleonte

(riposiamoci un po’ dalle noiosissime fatiche mondano-elettorali, ed eleviamo lo sguardo ed il pensiero alle superne rote…)

Avevo spesso sentito parlare del De hominis dignitate di Giovanni Pico della Mirandola, citato in saggi, manuali e conferenze come uno dei documenti fondamentali dell’umanesimo, segno di una svolta epocale nella mentalità del tempo a proposito del posto degli umani nel mondo, ma non mi era ancora capitato di leggerlo. Una sua recente ripubblicazione, con testo a fronte, a cura delle Edizioni della Normale, me ne ha dato finalmente l’opportunità.
L’occasione per cui venne scritto non è meno interessante del suo contenuto, dato che si trattava nientemeno che del primo congresso filosofico mondiale (!), organizzato dallo stesso autore, che si sarebbe dovuto tenere a Roma nel 1487, ma che saltò a causa di alcune (prevedibili) reprimende delle istituzioni ecclesiastiche. Pico – giovane filosofo  eruditissimo e brillante, che aveva scritto ben 900 tesi nelle quali tentava una funambolica conciliazione di tutto il sapere umano (teologico, esoterico, filosofico, qabbalistico) – si rivolge ai “padri” (cioè ai vecchi bacucchi sapientoni) con una orazione introduttiva, che sarebbe poi stata stampata come testo a sé stante nel 1496 e che – immagino al di là dell’intenzione dell’autore – sarebbe diventato ben più celebre dei suoi tentativi sincretistici e totalizzanti.
Ma scorriamolo brevemente, questo piccolo gioiello della letteratura umanistica…

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