Posts Tagged ‘migrazioni’

FECCIA MIGRANTE

sabato 6 ottobre 2007

passaggio-migrante.jpg

Mi verrebbe da dire che solo chi è stato a suo tempo migrante può capire, immedesimarsi, penetrare in quegli spiriti e in quei corpi ondeggianti, stipati, fragili, insicuri, spesso sfruttati e schiavizzati, talvolta sconfitti e spezzati. Ma: 1) purtroppo succede che talvolta la memoria diventi corta, anzi cortissima, sommersa magari dallo scintillìo dei beni di consumo; 2) e poi, la sympàtheia, quella conformità del sentire, quella vibrazione concorde, quel sentire e soffrire insieme, sentire all’unisono – un sentimento profondamente filosofico, che è un con-essere, un con-esistere, un con-vivere senza del quale si è perduti –, ebbene non sempre si attiva.

Gianni Biondillo nel suo ultimo romanzo, Il giovane sbirro, ha scritto una pagina straordinaria di sympàtheia che non posso non riportare per intero:

“C’era tutto il mondo in quelle file. Peruviani, magrebini, nigeriani, rumeni, ecuadoriani, cinesi, brasiliani, bulgari, senegalesi, pakistani. Tutto il mondo che premeva da anni alle porte dell’Italia e l’Italia che li raccoglieva a mazzi, senza un ordine logico, un po’ li distribuiva nelle cave di pietra, nei cantieri, nei campi di pomodoro, nelle fabbriche abusive, negli allevamenti di bestiame, per quattro soldi, senza sicurezza alcuna, lasciandoli dormire in stamberghe esattamente come era capitato due generazioni prima agli stessi italiani in giro per il mondo, additati a portatori di peste, di malattie, di degenerazioni umane e sociali, diffusori di fanatismo religioso, mangiacipolle, mangiaglio, mangiapeperoncino, puzzolenti delinquenti, assassini, accoltellatori, stupratori. E ora finalmente l’Italia si vendicava, ora che i soldi non venivano più dalle rimesse degli emigranti nelle Americhe, ora che ci si fregiava di essere una delle otto nazioni più ricche del mondo, finalmente poteva, da popolo sfruttato, diventare popolo sfruttatore, indice vero di ricchezza libertaria. Ed in fondo perché dimenticarlo? Forse che gli antichi filosofi ateniesi non avevano gli schiavi? Forse che i fondatori della carta costituzionale americana non avevano gli schiavi? Forse che la democrazia, perché funzioni come un grazioso carillon, non ha bisogno di nascondere sotto il tappeto tutta la sporcizia? Ed ecco, il-giovane-sbirro.jpgliberatorio, purgante quasi, finalmente giunto il momento di dare a qualcun altro l’epiteto di mangiacipolle, di stupratore, di fanatico religioso. Liberarsi dal sé, elevarsi a divinità. Prima che la marea – fatta di miliardi di delinquenti stupratori mangiacipolle – pressante fuori dalle porte del nostro giardino, con tutta la sua volgarità, distrugga lo steccato e tracimi definitivamente, in quel prato così ben rasato dal nostro amabile giardiniere filippino, che lui è come uno di casa, uno di famiglia, e io non sono di certo razzista, è che loro sono troppi, diciamocelo. E dunque, raccolti a mazzi e mandati a morire caduti dalle impalcature nei nostri cantieri edili, o bruciati vivi nei sottoscala a produrre falsi abbigliamenti griffati, ogni tanto il democratico popolo italico sentiva il bisogno di agguantarne, a caso, una manciata di questi ingrati giramondo per rimandarli al loro paese, come fosse l’offerta votiva da farsi, ogni tot, al Dio dei bei tempi andati, quando tutti ci si conosceva, si lasciava la porta di casa aperta e qui era tutta campagna. Qualche politico lombardissimo aveva alzato la voce ed era scoppiata una caccia al clandestino che a confronto una derattizzazione nelle fogne di NYC sembrava cosa da educande. Gli zelanti servitori dello Stato servivano, servi, e nulla spiegazione chiedevano. Questa è la potenza della legge, che ci sovrasta e ci permette di far dormire sonni tranquilli alla nostra coscienza. I servitori servivano, da giorni, con uno zelo peloso, raccoglievano tutto ciò che trovavano per strada e lo portavano nei CPT. E poi smistavano per città, per paesi, a Crotone, a Bari, a Bologna. Che qui, in via Corelli, si scoppiava da settimane. Altro che 120 persone di massima capienza. Non si sapeva più dove metterla questa feccia migrante…”

Fotografia di ro_buk

PORAJMOS

venerdì 21 settembre 2007

porajmos.jpg

Gli “italiani” residenti in Italia – al netto degli “stranieri” – sono circa 56.000.000.

La presenza rom e sinti in Italia viene attestata all’incirca in 130.000 persone, qualcosa come lo 0,2 % del totale degli “italiani”.

A parte l’estrema casualità dell’esser nati in una comunità piuttosto che nell’altra, visti i numeri, chi dovrebbe aver paura di chi? chi dovrebbe sentirsi circondato e assalito da chi? e chi dovrebbe paventare un nuovo porajmos?

UOMINI-TONNO

martedì 29 Mag 2007

uomini-tonno.jpg

A proposito di “natura umana”, di animali e di mattanze…