Posts Tagged ‘mito’

Filosofia in 100 corti – 1

mercoledì 24 maggio 2017

Immaginastrazione

martedì 15 novembre 2011

“Noi cerchiamo sempre “risposte” e “soluzioni”,
abbiamo mente, occhi e orecchie solo per l’utile ed il pragmatico.
Sembra che il mondo inizi e finisca a pochi metri dal nostro naso.
E’ per questo che la filosofia, l’esercizio della ragione,
desta sospetti soprattutto oggi: sembra un futile
esercizio mentale, inutile quanto astratto..
.”

(Roberto Fiaschi, in un commento su questo blog)

***

[Sommario: Prolegomeni – Filosofia (troppo) astratta – La domanda metafisica – Ontologia sospetta – Dialogo tra sordi –  L’astratto e il concreto – Aphàiresis – Esempi e paradossi – Excursus hegeliano – Filosofia (troppo) concreta – Immaginazione filosofica: l’inizio di una riflessione – Le dorate ali del mito]

(Se volessi scrivere una Introduzione alla filosofia, comincerei con i seguenti capitoli:
1. Straniamento – (ne avevo parlato qui);
2. Astrazione, ovvero dell’immaginazione filosofica…
È possibile che il terzo capitolo venga dedicato al rapporto tra i due concetti, ma per ora – dato che non sto scrivendo un libro, ma un post – mi voglio dedicare alla sola nostra facoltà di astrarre).

Mi trovo totalmente in sintonia con la posizione esposta nel commento in esergo, posizione che ho sempre sostenuto e perorato su questo blog, soprattutto nei confronti di coloro che criticano la filosofia perché astratta o, peggio, astrusa, inconcludente, staccata dal reale, inutile, ecc. Così come ho sempre ritenuto che parlare di “essere” e “nulla”, di divenire, di enti, essenti, realtà, necessità, verità, eternità e quant’altro, non sia affatto un esercizio capzioso ed autoreferenziale, ma anzi il cuore stesso del discorso filosofico. Più che una riduzione della filosofia ad ontologia, parlerei di una curvatura ontologica inevitabile del discorso filosofico, che non può prescindere da quei concetti e da quelle domande.
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Campi fioriti e campi minati

giovedì 3 novembre 2011

Non so come sia venuta fuori, né quale associazione di parole o immagini l’abbia prodotta. So solo che stavo alla lavagna e segnavo nella parte di destra parole e concetti che avevano a che fare con la ragione, e nella parte di sinistra con il mito. Cercavo cioè di spiegare, per contrapposizione, quel discrimine (forse più fittizio che reale) che avrebbe consentito la nascita della filosofia. Convenzionalmente si dice: prima c’era il mito (la narrazione immaginifica, l’immemore tradizione orale, le cosmologie fantastiche, e la credenza popolare in tutto ciò) – poi, quasi come un fungo o un frutto esotico, ecco lì spuntare e finalmente ergersi, ben staccata sullo sfondo fideistico, nostra signora filosofia, con il suo verbo logico. Lògos distillato allo stato puro, dopo tutta quella secolare e disordinata fermentazione.
Naturalmente tutto questo lo avevo in testa io, e non è che lo stessi dicendo e spiegando in questi termini.
Però, dopo aver giustapposto parole e concetti, strisciato gessi sull’ardesia nera e saltabeccato qua e là tra i banchi – so che questo mio moto perpetuo un po’ li ipnotizza – un ragazzino sul lato sinistro della classe se ne esce con una metafora fulminante:
Da una parte c’è un campo fiorito, dall’altra un campo minato – così dice testualmente.
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Introduzione alla filosofia – 1. Gli inizi

lunedì 7 febbraio 2011

(Pubblico qui, a beneficio dei miei “allievi”, la prima delle tracce del corso propedeutico alla filosofia che sto tenendo presso la biblioteca di Rescaldina. È un ciclo di sei lezioni – dunque la programmatica impossibilità di trattare esaurientemente uno qualsiasi dei pensatori, concetti o problemi della storia della filosofia. Diciamo che si tratta di un “aperitivo filosofico” per palati a digiuno, ma affamati e motivati dal desiderio di conoscere. Magari qualche lettore del blog, pur avendo ormai consumato parecchie cene, può trovarle utili o interessanti. Naturalmente saranno un po’ insapori e incolori, inevitabilmente “prosciugate” in favore della sintesi, oltre che prive del variegato gusto dell’oralità, delle digressioni, delle domande, del dialogo, dell’interazione tra le persone – insomma, più “lettera” che “spirito”).

***

1.
Di fronte al “mostro sacro”.
Già solo a sentir nominare la parola “filosofia”, si è portati a pensare a qualcosa di troppo difficile (se non incomprensibile), di astratto (se non astruso), lontano dalla realtà, per pochi, inutile…
C’è del vero, ma anche del falso in questi “luoghi comuni” (e così ci abituiamo fin da subito ad una delle specialità filosofiche: i paradossi!).
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