Posts Tagged ‘mondo arabo’

Geoarabìa

lunedì 28 febbraio 2011

E’ una bambina a lanciare il sasso per prima. Contro un’onda, sulla spiaggia di Agadir.
Ed è il vento dell’Atlantico a catturare il rumore di quel tuffo, insieme alle grida di gioia. La magia dell’oceano.
Il vento riparte svelto verso Est. Lungo la catena innevata dell’Alto Atlante. Poi vira a nord, per sostare fuori delle porte di Meknès, presso le antiche rovine romane. Sorvola Fes, impregnandosi degli odori delle pelli conciate. E punta dritto su Algeri, dove in certi quartieri l’eco della sporca guerra dell’Oas e il conato anticoloniale del Fronte di liberazione sono ancora vivi, e bruciano sulla pelle.
E prosegue spargendo profumo di gelsomini, sopra l’antica Cartagine e poi nei dintorni di Hammamet.
La Tripolitania s’annuncia: quel che nel 1911-12 un irridente Salvemini chiamò lo “scatolone di sabbia”. Il vento solleva turbini da quel deserto. Divelle gli steccati e squarcia le reti dei lager, dove migliaia di africani in attesa stavano reclusi. Si sposta in Cirenaica, verso Bengasi libera, e saluta dall’alto. (more…)

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Il pane e i gelsomini

mercoledì 23 febbraio 2011

Oggi nasce il nuovo uomo arabo, la nuova donna araba
– e questo gli occidentali se lo devono ficcare in testa!
(un giornalista egiziano)

Questa fu dunque una splendida aurora. Tutti gli esseri pensanti
hanno celebrato concordi quest’epoca.
Dominò in quel tempo una nobile commozione,
il mondo fu percorso e agitato da un entusiasmo dello spirito,
come se allora fosse finalmente avvenuta
la vera conciliazione del divino col mondo.
(un filosofo tedesco)

1. Venti anni dopo la “fine della storia” con il “crollo del comunismo” (ma da qualche parte c’era stato?); dieci anni dopo la fine della fine della storia con l’attacco alle Torri di New York; dopo il tentativo imperiale di esportare a suon di bombe la democrazia, finito piuttosto male; dopo la scoperta tardiva da parte dell’Occidente che non era più l’ombelico del mondo, ma che là fuori c’era una realtà multipolare e irriducibile ad unità; dopo l’avvio del secolo cinese; nel bel mezzo di questo processo ancora in divenire di eterna uscita dal Novecento, ben poco chiaro nella direzione che prenderà – ecco esplodere un bel quarantotto là dove gli occhi dell’Europa si posavano solo per esotiche vacanze o ataviche paure – gestite da amichevoli e però infidi tiranni…

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