Posts Tagged ‘monreale’

IV viaggio in Sicilia

lunedì 6 settembre 2010

“Il viaggio più difficile è quello che si inoltra fin dentro lo specchio”
(R. Alajmo)

[Sommario: Un viaggio geostorico – Inizio tra le Madonie – Nuddu cu nnenti – I vecchi di Corleone – Le pietre insanguinate di Portella – Semiotica a Cefalà Diana – La memoria del Belìce – Vecchie strade da Sambuca a Sciacca – Caltabellotta: in cima al mondo – Rupi e bellezza – Ellenica sintesi estetica – Attese e ritorni – Autunno sui Nebrodi – Il giusto mezzo di AlajmoDedica finale]

Tralasciando i periodici ritorni e le numerose gite, sparsi lungo quasi (ahimé) mezzo secolo di vita, sono ormai giunto al compimento del mio quarto viaggio intorno (soprattutto interno) all’isola.
Il primo e il secondo, in compagnia rispettivamente di alcuni cari amici e di una cara amica, datano 1994 e 2000. Gli ultimi due, rigorosamente solitari, sono dello scorso e di quest’anno.
Ciò che li ha accomunati è stato il tentativo, via via crescente, di guardare alla Sicilia al di fuori di ogni schema turistico. Troppo brevi, in verità, per essere dei veri e propri viaggi – questi ultimi avendo bisogno per loro natura di tempi e ritmi quantomai ampi – ma certo lontani da ogni frettolosità vacanziera. Ogni viaggio è un viaggio dell’anima (ammesso e non concesso che questa sia qualcosa) all’interno di un mondo enigmatico e misterioso cui ci si dovrebbe concedere senza riserve. Una compenetrazione di soggetto e oggetto e una discesa alle loro comuni radici. Cosa peraltro quasi impossibile. E ogni viaggio in Sicilia è – sempre più me ne convinco – metafora della vita e della sua (altrettanto quasi) impossibilità. Una recita assurda della comprensione dell’incomprensibile.

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Trinacriablog – 3. Visioni da Monreale

lunedì 17 agosto 2009

monreale

Luogo incantevole di chiostri e portali
geometrie spirituali che si fanno pietra
occhio sul mondo
un tempo maravigliosa valle
giardinu ammenzu di lu mari
tuttu ‘ntissutu di aranci e ciuri
tutti l’aceddi ci vannu a cantari
e le sirene ci fannu all’amuri…

ora colata informe di cemento
delirio mafioso-democristiano
trasposto metamorficamente
nel nuovo regno di Berlusconia
– da qui don Fabrizio occhiolungo
mirava i gattopardi
i don Sedara di ieri
le luride canaglie di oggi.
Il denaro farà come sempre pulizia
di queste melanconiche scorie dei secoli:
e la valle colerà oro
inodore
insapore
intattile.
Tutti saranno felici.
E dove il mattone non puote
vi penserà lo foco…