Posts Tagged ‘neonazismo’

Le candide camicie della razza

martedì 20 maggio 2014

IL-SONNO-DELLA-RAGIONE1La differenza tra me e un tizio – che so – di Forza Nuova?
Che io non mi vergogno affatto di dichiararmi comunista, anzi lo rivendico. Il comunismo è una bellissima idea, una delle più belle che mente umana sia riuscita a concepire – e il fatto che sia stata irrealizzata, tradita, lordata, fraintesa non inficia per nulla la sua lucente bellezza.
Il tizio di Forza Nuova avrà qualche problema in cuor suo (nel suo cuore nero) a dire la stessa cosa del nazifascismo. Chi – sano di mente – può dire che il nazionalismo hitleriano o mussoliniano siano state buone e belle idee? E infatti svicolerà (almeno ufficialmente), dichiarandosi né di destra né di sinistra, e che lui anzi con quelle faccende non c’entra più nulla, e indosserà la camicia bianca, ad indicare la sua verginità e purezza. La purezza della razza. Della patria. Della nazione. Della famiglia. Cose nuove di zecca, naturalmente. Forze e idee nuove.
Però: l’idea del comunismo (bellissima) rimane chiusa in soffitta o in qualche forziere sotto terra, mentre invece le immense cazzate prodotte dal sonno della ragione sono sempre pronte ad infestare le menti e le società.

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L’assassino

lunedì 25 luglio 2011

Ammutolito dai fatti di Norvegia. Ragione balbettante, che s’inceppa, gira a vuoto. Eppure la ragione sta dietro a quei fatti. Una mente li ha partoriti, dopo averli pianificati a lungo. Fa orrore tutto ciò. Il sonno della ragione genera mostri. Ma anche la ragione diurna li genera. Dialettica dell’illuminismo. Io che sono convinto apologeta di entrambi. Eppure lo sapevo da tempo – anche dietro i campi di sterminio c’era la ragione. E pure in abbondanza. Ma vederlo sui corpi massacrati di Oslo – quelli giovanissimi di Utoya, eliminati con metodo e con rigore – rinnova lo sgomento. Perché la ragione che cerca di capire se stessa – e il suo coté noir, il suo lato oscuro – rischia di incartarsi. Di non arrivare a nulla. Restano solo frammenti e macerie. Un dire smozzicato come il mio di oggi.
E allora provo a rivolgermi altrove. Guardo i ritratti del mio pittore prediletto. Connazionale del fondamentalista nazicristiano. Il “conservatore culturale”. Magari c’è anche il suo volto in quei ritratti. L’urlo, l’alienazione, l’angoscia, l’estraneità, il dolore, la morte – nessun altro è riuscito a rappresentarli come lui ha saputo fare.
Ci sono però due quadri di Munch che si stagliano più netti. Agitazione interna, L’assassino. Nel primo il lavorìo silente della mente. Noi non sappiamo che cosa agiti l’uomo ritratto. Quale sconvolgimento ne percorra lo spirito. Quali pensieri e propositi. Così come per anni il carnefice di Oslo e di Utoya. Trafitto dalla neritudine. Da una ragion folle e nichilista. (Che forse si è fatto finta di non vedere. Eppure i segni c’erano e ci sono, ovunque e in abbondanza). Ma ora è di lui che parlo. Anche se non intendo nominarlo.
E di fatti è l’altro quadro quel che gli si attaglia di più. L’assassino. Con quel viso verde, anonimo, cancellato. Uno qualunque. Uno di noi. Alterità e identità che si confondono. Il male, il lato oscuro, l’orrore – sono qui. Non altrove. E lui avanza verso di noi. E’ già nel nostro spazio. Ci fissa con quei due punti neri, terribili. Quelle mani rosse di sangue penzolanti. Il paesaggio attorno è stravolto. La natura cancellata come quel volto. Segno di un’irrelatezza estrema.
Lui è qui, non altrove.

Le milizie (poco celesti) di San Michele

martedì 29 settembre 2009

San Michele vince il diavolo - Gonzalo Perez XV secSancte Michael Archangele,
defende nos in proelio; contra nequitiam et insidias diaboli esto praesidium.
Imperet illi Deus, supplices deprecamur: tuque,
Princeps militiae caelestis,
Satanam aliosque spiritus malignos,
qui ad perditionem animarum pervagantur in mundo,
divina virtute in infernum detrude.
Amen.

“Credi in Dio e fottitene dei santi” – o qualcosa del genere – era un modo di dire che un mio spiritoso prozio siculo soleva ripetere. In verità, spesso i santi balzano in primo piano, scalzando il loro diretto superiore, soprattutto grazie alla valenza immaginifica e alla loro potenza simbolica. E’ il caso del santo del giorno – oggi 29 settembre – e cioè Michele Arcangelo, con la sua spada dardeggiante.
L’interessante pamphlet di Saverio Ferrari, edito da BFS, e intitolato Le nuove camicie brune, fa riferimento in uno dei suoi capitoli più raccapriccianti proprio a San Michele, simbolo della famigerata Guardia di ferro a lui dedicata e fondata nel 1927 in Romania da un tal Codreanu. Era questi un fervente cattolico nazionalista che intendeva usare la spada del santo a capo delle celesti milizie per “purificare” la sua nazione corrotta, estirpare ebrei, borghesi e comunisti, e restituire così “la Romania ai rumeni”. Per alcuni anni tali legioni imperversarono organizzando persecuzioni, attentati, omicidi politici (anche tra i governanti, che pure se ne servivano) – fino al terrificante pogrom di Bucarest, nel gennaio del 1941, quando centinaia di ebrei vennero riuniti nel macello comunale, sgozzati, scorticati vivi, decapitati ed appesi ai ganci.

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SCORIE

giovedì 13 novembre 2008

panchina

Scoria [vc. dotta, dal lat. scoria(m) ‘scoria’, dal gr. skorìa, da skòr ‘escremento’, di origine indoeur.] 4 fig. Residuo privo di valore, parte deteriore: si vuole… gittar via le scorie e le male erbe (DE SANCTIS).
Così lo Zingarelli.
E il Dizionario dei sinonimi e contrari Garzanti, alla voce rifiuto: residuato, residuo, resto, scarto, avanzo, rimasuglio, scoria, scarico (p.e. acque di rifiuto); immondizia, spazzatura, pattume; (di persona) reietto, emarginato.

Lunedì, al ritorno da Pesaro, sono incappato nello sciopero dei trasporti e per oltre mezza giornata sono rimasto bloccato a Rimini. Ho allora pensato di andare a passeggiare sulla spiaggia – il mare in novembre ha sempre un certo fascino. Tornando verso la stazione sono passato accanto a una panchina dove un “barbone” (come si dice a Milano, ma se preferite: senzatetto, homeless, clochard, straccione, vagabondo…) aveva preso domicilio. Stava dormendo circondato dalle sue carabattole (curiosa questa parola), ignaro che di lì a poche ore qualcuno nella sua stessa condizione in quella stessa città avrebbe preso fuoco “per mano di ignoti”.

Ignoti un cazzo! – mi vien da dire. Avevo già accusato il precedente governo di essere il mandante dei primi pogrom contro i nomadi; a maggior ragione non posso non ritenere corresponsabile questo governo (che, per sua natura, vocazione e composizione, è dichiaratamente razzista, fascista e xenofobo), di quella miriade di atti quotidiani volti a rendere le nostre città più pulite e “rispettabili”, sgombre da ogni feccia (umana e non) in circolazione. Guarda caso ci sono sempre delle amorose (e inquietanti) corrispondenze tra quel che accade in basso e quel che viene deciso in alto – proprio in questi giorni è stato approvato un emendamento della Lega che istituisce la schedatura delle persone senza fissa dimora.
D’altra parte il primo atto urgente di questo governo non era stato quello dello sgombero dei rifiuti nella città di Napoli? Occuparsi di residui e di scorie è diventato evidentemente un suo pallino programmatico…

E se queste non sono forme sociali, politiche e antropologiche di neonazismo – non più strisciante ma operante – come altrimenti le vogliamo definire?