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Sempre lei, la nottola di Minerva

sabato 14 novembre 2015

lec01Mi ero mentalmente preparato una lista di cose (più o meno intelligenti e meditate) da scrivere.
Ho letto ed ascoltato una lunga lista di cose (più o meno intelligenti e meditate), eventualmente da commentare.
La mia barra intellettiva ha rimosso in automatico la lista di sciocchezze, di banalità, di rimasticature – e soprattutto di reazioni orrorifiche all’orrore: non ho alcun bisogno di nutrirmi di odio e di follia – e spero che i più facciano altrettanto.
Ho poi smesso di scrivere e di leggere – ma non di pensare, mai di pensare, e prego i più di non smettere di farlo, qualsiasi cosa succeda – unica preghiera utile, credo – anche se questo pensare dovesse essere l’amara ed hegeliana constatazione che la nottola di Minerva spicca il volo a sera, quando tutto è ormai accaduto.
Ma tutto non è ancora accaduto. Non ancora.

Ottava parola: filosofo

lunedì 25 Mag 2015

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(con questo incontro si conclude il ciclo del Gruppo di discussione filosofica della Biblioteca di Rescaldina, edizione 2014/2015. Queste, nell’ordine, le altre parole discusse: guerra, lavoro, felicità, perdono, libertà, reale, bene)

Esiste subito un problema nel riferirsi ad una figura specifica del filosofo in un’epoca piuttosto che in un’altra: l’invarianza delle questioni filosofiche (dopotutto che cosa è cambiato nella sostanza delle domande filosofiche da Eraclito, Socrate, Diogene, Epicuro fino ad oggi?).
Il punto sarà quindi capire come le medesime questioni vengono ogni volta declinate entro situazione specifiche (“storicamente determinate”), al di là dell’invarianza filosofica.
Ciò non toglie che il ruolo del filosofo, il suo peso sociale, varia nel tempo e nelle diverse società (anche se rimane costante la sua “pericolosità” agli occhi del potere: basti pensare a figure come quelle di Socrate, Giordano Bruno, Spinoza, Rousseau o Diderot, Marx, Gramsci…).

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