Posts Tagged ‘nous’

7 parole per 7 meditazioni – 2. Verità

venerdì 15 novembre 2019

«Bello, senza riserve, è l’amore della verità. Esso porta lontano, ed è difficile giungere al termine del cammino. Più difficile però è la via del ritorno, quando si vuol dire la verità. Voler mostrare la verità nuda è meno bello, poiché turba come una passione. Quasi tutti i cercatori di verità hanno sofferto di questa malattia, da tempo immemorabile».

Per quanto il concetto di verità sia un concetto-chiave del discorso filosofico (per certi aspetti lo fonda), è forse proprio per questo che risulta problematico da definire: un po’ come succede per parole come “essere”, “realtà”, “conoscenza”, “totalità”, “bene”, troppo estesi per essere chiaramente intesi, eccessivi ed eccedenti le nostre capacità discorsive. Quale paradosso! La mente evoca un concetto nel quale finisce per smarrirsi…
Siamo qui in presenza di fondamenti, di assiomi, di elementi costitutivi senza i quali il discorso filosofico non sarebbe nemmeno possibile, un po’ come quando la ragione ragiona su se stessa. Sono categorie nelle quali siamo immersi, così come siamo immersi nel linguaggio, che è il presupposto di ogni nostro discorso: per poter dire che qualcosa è vero dovrei già possedere un criterio di verità, ma da dove lo posso ricavare? Un tempo ci pensavano la fede, gli dei, i miti, le credenze – ma l’epoca del lògos e della sapienza greca ha rivoluzionato ogni cosa…

(more…)

Psicosofie estive – 3. Il corpo del nous

lunedì 8 luglio 2013

studiodinudo_francis-bacon

Poiché osservo il mio corpo fare cose intelligenti, son portato, diciamo naturalmente, a considerare intelligenti le intuizioni di Anassagora sul nous, ovvero l’ipotesi ardita di un respiro razionale che insuffla tutte le cose («Anassagora potrebbe aver detto che la pianta ha il respiro… e dicevano che possiedono intelletto e intelligenza», così Aristotele); e quelle molto simili di Hegel, che vede ovunque ragione e ragioni, ed anche quando sembra prevalere il caso o (peggio) la ripetizione meccanica, beh, tracce di ragione ce n’è anche lì…
Anassagora ed Hegel hanno fatto il loro tempo (che, tanto per ripigliare la celebre metafora d’uno dei due, aderiva loro come pelle), e dunque si possono benissimo aggiornare quelle intelligenti intuizioni nella guisa seguente: non c’è cosa che accada che non abbia ragione di accadere, e se anche non si sa bene cosa quella ragione che le fa accadere sia, è bene rassegnarsi all’idea che sia così e non altrimenti, visto che il mio corpo (o quella cosa che quell’altra cosa dicente-pensante definisce tale, avendone talvolta orrore e provando inutilmente a distaccarsene) la sa lunga in proposito, ed anzi tende a dubitare parecchio che ci sia un qualche pneuma misterioso che lo muove, essendo egli, piuttosto, ciò che muove benissimo se stesso, con impeccabile efficienza e dirittura di scopi. Un corpo-nous, un tutt’uno che se la ride di tutte le scissioni.
Se poi qualcuno reputa poco intelligenti gli impazzimenti che fanno ammalare e/o morire il suddetto corpo-nous, beh: primo si chieda che cos’è “malattia” o “morte”, secondo si rivolga all’al di là – ovvero né al corpo né al nous.