Posts Tagged ‘numeri’

Psicosofie estive – 2. Pre-sumere

giovedì 4 luglio 2013

Blu III_ Mirò

Certo che ci vuole una bella dose di presunzione per intitolare un post Psicosofie estive – 1…, ma non per le psichìe e nemmeno per le sofìe, né per la loro discutibile commistione; in verità alludevo alla faccia tosta della numerazione seriale, come se contenesse in sé una garanzia certa del seguito (il numero 2, ovvero il qui presente, che pure avevo pensato e scritto subito dopo aver pubblicato il primo, e che quindi sarebbe potuto rimanere nel limbo della virtualità). E che dire del 2 che ammicca al 3?
Possiamo essere eterni quanto vogliamo, e considerare la morte un errore, una contraddizione, persino una figlia del nichilismo, ma in quel dubbioso succedersi dell’1, poi del 2 e (forse) del 3 – un succedersi ansiogeno e psichico, affetto da radicale incertezza – deve pur celarsi qualcosa di inafferrabile e tremendamente avverso alla nostra presunzione. Un pre-sumere che as-sume il sum, l’estì, come fondamento assoluto e indiscusso (è bene però precisare che è sul latino sumo=prendo, e non sum=sono che quei verbi sono costruiti).
Ed ecco allora la ragione di quel 2 tremolante posto subito dopo un 1 di pietra e prima di un 3 che è solo tratteggiato nella mia mente. E che oscilla indeciso tra essere e non-essere, essere e non-essere, essere e non-essere…

!

lunedì 12 novembre 2012

Il numeratore delle statistiche di WordPress, in maniera piuttosto asettica e senza scomporsi più di tanto, ha segnato poco fa il raggiungimento delle 500.000 visite al blog dalla sua apertura. Ad essere precisi, il dato che ho registrato alle ore 22.56 era di 500.001 (mi sono perso il numero tondo, un po’ come quando ad una partita di calcio si perde l’unico goal).
I numeri, oltre che oggetti seri (e parecchio filosofici) sono anche dei giocattoli con cui divertirsi. E così, giusto per giocare un po’, mi son messo ad allineare la serie numerica occorsa in questo anno di grazia 2012 (occorrenza del tutto casuale, com’è ovvio che sia):
5 anni di vita del blog
50 del suo autore
e infine questo numero ben poco maneggevole di 500000 passaggi.
Ovvio che non si tratta di mezzo milione di persone passate da queste parti (sarei forse diventato ricco e famoso, altrimenti), visto che i commentatori più affezionati ci tornano più volte (talvolta parecchie) al giorno – tant’è che il numero fatidico è stato raggiunto in anticipo rispetto alle mie previsioni, proprio grazie ai copiosi, forse un po’ scomposti ma pur sempre interessanti interventi ontologici di questi ultimi giorni.
E poi ci sono tutti quelli finiti qui per caso (i veterani del blog ricorderanno forse come nei primi tempi mi divertissi periodicamente a pubblicare le parole-chiave attraverso cui, dai motori di ricerca, La Botte veniva raggiunta, con risultati a dir poco bizzarri, quando non esilaranti).
E c’è un’ultima cosa: mi incuriosiscono (e inquietano) quei dati sugli accessi dai vari paesi del mondo (una recente aggiunta al pacchetto statistiche di wp): sapere ad esempio che nell’ultimo trimestre ho ricevuto 125 visite dagli USA, 28 dal Brasile, 17 dalla Romania, 4 dalla Thailandia, e una persino dalla Guyana francese, mi strabilia anziché no.
Ad ogni modo: un lustro – mezzo secolo – mezzo milione di approdi, sono senz’altro una ragione sufficiente per un ulteriore brindisi (tra l’altro, proprio sabato sera ho pure brindato con gli amici e le amiche del mio gruppo BandaLarga per i 5 anni di attività – guarda alle volte il caso!).
Non mi resta dunque che levare il calice e brindare a voi, innumerevoli amiche e amici virtuali!

Quarantotto!

venerdì 17 settembre 2010

Non vorrei che passasse per un’autocelebrazione. Vi prego di credermi: non lo è. Anche perché non c’è proprio nulla da celebrare, né in pubblico né tantomeno in privato. Se proprio si vuole attribuire un senso alla cosa, diciamo che si tratta di un velato auspicio, di una timida allusione. Del resto non potevo nemmeno passare sotto silenzio una ricorrenza numerica così ghiotta. I numeri, si sa, sono oggetti potenti, dal grande impatto simbolico (proprio ieri, guarda caso, un’amica insegnante mi ha invitato in una sua classe a parlare di numeri e di Pitagora…).
Questo qui, poi, è bello tondo e rimbalza mentre lo si scandisce, quasi volesse tornare indietro o incastrarsi tra denti e palato. Se si prescinde poi dalla fonazione e si guarda solo al lato astratto-seriale, si può notare come sia preceduto e seguito da due numeri primi, che ora poi vanno molto di moda (nulla di strano si dirà, visto che succede anche al 18, o al 42 o al… no, al 52 non succede) – e comunque si tratta di due numeri un po’ insipidi, inodori e incolori. Il primo è già passato (per fortuna), ma l’altro addavenì (se verrà).
E comunque, tanto per continuare a dar numeri: 17 era troppo presto, a 68 manca un bel po’, 89 sarà troppo tardi, mentre lui – 48 – è qui e ora, è la summa dei miei anni, e devo dire che mi piace. Quarantotto è rivolta, confusione, subbuglio, baccano, caciara, bordello, casino – curiose associazioni – mettere a soqquadro e sottosopra. E poi mica tutti i  numeri hanno una voce nei dizionari (gli insipidi 47 e 49 di solito non ce l’hanno).
Certo, si tratta di numeri scorticati, quasi sradicati dai loro secoli: si dice, appunto, 48, non 1848, 17 non 1917, 68 non 1968, 89 non 1789. Questo stratagemma un po’ ce li avvicina, anni e numeri per antonomasia – come a dire che se per caso nel 2017 dovesse scoppiare una qualche rivoluzione, beh allora sì che sarebbe un bel problema. Non potremmo più dire il 17. E succederebbe un altro 48.

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