Posts Tagged ‘occasionalismo’

Dio ai fornelli

sabato 21 marzo 2015

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Mi sono fatto una sonora e grassa risata nel leggere le poche righe con le quali Matthew Stewart sintetizza il senso generale della teoria postcartesiana dell’occasionalismo: «Quando la mente “vuole” friggere un uovo, per esempio, Dio prontamente giunge nel mondo fisico e mette un tegame sui fornelli». A dimostrazione del fatto che teorie strampalate possono essere spiegate solo con esempi strampalati.

(ma è ancora più divertente – anche se non ne sono poi tanto sicuro – l’occasionalismo occorrente nell’associazione tra il titolo di questo post e la fotografia che “Google immagini” propone al primo posto, secondo l’imperante logica del PageRank – una vera e propria questione di “rango” alla quale ho finito per arrendermi)

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Lezione spinozista 2 – Mente sive corpo

martedì 31 marzo 2009

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(Vediamo se ho capito…)
Leggendo la seconda parte dell’Etica, che si occupa della Natura e origine della mente, si ha come l’impressione di restare a bocca asciutta proprio per quanto concerne la risposta alla domanda sottesa: ma che cos’è davvero la mente? Certo, Spinoza non può porsi questa domanda alla stregua dei neuroscienziati, il suo resta un punto di vista strettamente filosofico e, oltretutto, immerso nelle concezioni del suo tempo. Ma chissà che questo non finisca per essere un vantaggio…

D’altra parte proprio “la mente” dovrebbe essere l’oggetto primo di ogni attenzione e considerazione fondativa di un discorso sensato: che senso ha parlare di un’ontologia, ad esempio, o di un’etica (che sono poi le due operazioni simultanee condotte da Spinoza) se non si ha ben chiaro lo strumento attraverso cui tutto procede? Ogni ontologia presuppone la domanda “che cos’è la mente?” e non può non presupporla, perché l’ente pensato – l’idea – è sempre ciò che è attraverso la mente, che dunque ne è filtro, se non presupposto. Dunque, anche se vogliamo pensare che non è il soggetto a porre l’oggetto (come vogliono gli idealisti o i nominalisti e compagnia bella), e nemmeno l’oggetto a fondare il soggetto (come preferiscono i realisti, gli empiristi e compagnia cantante) – la mente rimane pur sempre la sede delle relazioni e del loro eventuale groviglio.

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