Posts Tagged ‘passioni tristi’

Disgusto metropolitano

giovedì 6 ottobre 2016

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Alcuni neuroscienziati sostengono che le emozioni di base – quelle più propriamente biologiche, istintive, animali – siano in numero di sette (evidentemente 7 è un buon numero, simbolicamente rilevante), così elencate:
paura
tristezza
gioia
disprezzo
disgusto
sorpresa
rabbia.
Salta subito all’occhio come siano in grande maggioranza “passioni tristi”, per usare un’espressione di derivazione spinozista che va oggi di moda: 5 negative, 1 positiva, 1 ambigua. Ovvio, si dirà, visto che hanno a che fare, da un punto di vista evolutivo, con la sopravvivenza e la difesa dai pericoli esterni.
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Catalogo delle passioni: misericordia affetto triste?

venerdì 3 giugno 2016

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I filosofi tradizionalmente e nella stragrande maggioranza sono inclini ad essere poco misericordiosi e compassionevoli: basterebbe consultare un qualunque dizionario filosofico per rendersene conto, visto che difficilmente vi si troverebbero le voci “misericordia”, “pietà”, “compassione” e simili; al più tali affetti verrebbero citati sotto voci più ampie, quali virtù, etica, giustizia, passioni.
Occorre chiedersi donde vengono questa indifferenza, circospezione quando non manifesta sospettosità. Forse la celebre immagine della dolce lontananza dagli affanni con cui Lucrezio apre il libro II del De rerum natura ci offre qualche interessante spunto in proposito: il filosofo – nella forma più classica del saggio antico – preferisce non essere turbato dagli affetti tristi indotti dalle miserie umane; egli guarda anzi con piacevole sufficienza (e un poco di alterigia) gli umani «errare smarriti cercando qua e là il sentiero della vita», gareggiare, competere e «sforzarsi giorno e notte con straordinaria fatica di giungere a eccelsa opulenza e d’impadronirsi del potere». Sforzo inutile e vano per menti misere e cieche, che non capiscono che l’unica vera liberazione dalla miseria – l’unico vero atto di misericordia – è che l’anima viva e goda «d’un senso gioioso sgombra d’affanni e timori»: atarassia, imperturbabilità sono qui le parole d’ordine1.

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Amletismi – 19

martedì 8 aprile 2014

GramignaE se fosse proprio lei, la filosofia, ad alimentare le passioni tristi? Non bisognerebbe allora estirparla come gramigna dal giardino della vita?

Quinto lunedì: la fiducia, cura delle passioni tristi

martedì 25 febbraio 2014

Trust

[Utilizzerò come traccia il saggio di Michela Marzano Avere fiducia, che ha un taglio divulgativo, anche se talvolta disomogeneo e dispersivo – un testo che comunque offre molti spunti di riflessione interessanti, che credo saranno utili alla nostra discussione].

Farò due esempi per cominciare, uno personale l’altro tratto dalla Marzano:
-l’esercizio della caduta
-il dilemma del prigioniero
Il primo esempio ci offre un taglio emotivo ed istintivo della fiducia, mentre il secondo ce ne offre un profilo squisitamente razionale.
Anni fa, ad un laboratorio teatrale cui partecipavo, i conduttori ci fecero fare un esercizio in cui ciascuno avrebbe dovuto lasciarsi cadere all’indietro, di schiena, confidando nel fatto che qualcun altro del gruppo lo avrebbe preso. Non tutti riuscirono ad eseguire l’esercizio: tanto il gettarsi, quanto il bloccarsi avevano probabilmente a che fare con dei gesti istintivi, di cieca fiducia (per quanto simulata) nel primo caso, di paura nell’altro.
Michela Marzano ci parla ad un certo punto del “dilemma del prigioniero”, un celebre problema matematico-probabilistico della teoria dei giochi: due criminali vengono arrestati, separati e fatta loro una proposta di confessione così concepita: se uno confessa e l’altro no, il primo viene liberato e l’altro condannato a dieci anni; se entrambi confessano verranno condannati tutti e due a 5 anni; se nessuno dei due confessa, dovranno scontare 1 anno di prigione. In questo caso (tralasciando la casistica e la discussione sulla probabilità delle scelte, che oscilla dall’egoismo della prima opzione al solidarismo della terza), ciò che emerge è piuttosto l’aspetto razionale e di calcolo della fiducia (per chi volesse approfondire il dilemma, è consultabile la voce su wikipedia, anche se con una formulazione diversa, mentre la Marzano ne parla alle pagine 39-40).
Entrambi gli esempi si reggono sulla fiducia, che pare però oscillare tra l’istinto e la decisione razionale, non essendo riducibile a nessuna delle due dimensioni.

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